Forex, caos Grecia: il premier si rifugia nel referendum

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Brutte giornate per i navigatori del Forex, considerando che la situazione greca si fa sempre più tesa dopo che il premier ellenico Alexis Tsipras ha sorpreso le controparti creditrici andando in tv e annunciando una pubblica consultazione, sostenendo che ad Atene sarebbero stati chiesti “pesi insopportabili”. Una decisione che ha creato ulteriore malumore nell’Unione Europea, e una corsa ai bancomat per il timore di tracollo (secondo alcuni, chiusura) delle banche. Insomma, chi pensava ad un inizio di luglio più sereno sul fronte valutario, ha da ricredersi.

Opzioni binarie petrolio, c’è da fidarsi della crescita del greggio?

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Negli ultimi giorni le quotazioni del greggio sono cresciute sulla principale scia dell’ottimismo per il continuato calo della produzione statunitense. Il tutto, nonostante l’ampio eccesso di offerta sui mercati globali. Successivamente le quotazioni sono state influenzate parzialmente dalla pubblicazione del Monthly Oil Market Report dell’OPEC e dei dati settimanali sulle scorte statunitensi comunicati dall’U.S. Department of Energy (DOE). Ma cosa accadrà nel prossimo futuro alle quotazioni del prezioso oro nero? E quali sono i dati che gli investitori in opzioni binarie petrolio dovrebbero tenere in considerazione per poter compiere delle scelte più oculate?

Quotazioni petrolio, fino a quanto durerà la crescita?

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Continua il rimbalzo delle quotazioni del petrolio. Una materia prima che fino a non troppo tempo fa quotava valori dimezzati rispetto ai picchi dello scorso anno, e che ora non sembra avere intenzione di arrestare la propria corsa al rialzo. I numeri sono d’altronde sotto gli occhi di tutti. A metà marzo il Wti era sceso intorno ai 42 dollari, per un valore al minimo dal 2009. Ad oggi il Wti ha invece già riguadagnato quota 60 dollari (mai rivisti dallo scorso dicembre), in continuo rialzo.

Analisi fondamentale: i market mover del mercato azionario

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L’analisi fondamentale è un insieme di tecniche che consentono ai trader di interpretare gli eventi esterni in funzione del loro impatto – presunto e stimato – sul mercato. E’ complementare all’analisi tecnica, che analizza i dati provenienti dal mercato per mezzo degli indicatori, ma che manca della vis interpretativa tipica invece della fondamentale.

I market mover differiscano da mercato a mercato. Alcuni asset subiscono una influenza maggiore di alcuni tipi di eventi, altri asset subiscono l’influenza di eventi totalmente diversi. Tra i mercati ancora in auge spicca quello delle azioni. Quali sono i market mover del mercato azionario?

I market mover, a prescindere dal mercato di riferimento, sono classificabili in tre categorie. All’intero di queste categorie, alcuni market mover sono importanti e altri meno. Alcuni agiscono in modo diretto e altri in modo indiretto. Una precisazione: i market mover “azionario” sono meno diretti rispetti ai market mover di altri mercati (es forex e materie prime).

Forex: cosa si intende per momentum

Momentum

I trader di forex (come qualsiasi altro tipo di trading) hanno un alleato fondamentale: l’analisi tecnica. Per analisi tecnica si intende lo studio e l’interpretazione degli indicatori. Questi possono essere definiti come elaborazioni di dati grezzi in grado di suggerire, sulla scorta di particolari modelli, la direzione in cui sta andando il mercato. La definizione di momentum si inserisce esattamente in questo scenario.

Per momentum si indica la forza di un determinato trend. Riuscire a comprenderne l’entità è essenziale, visto che questa determina la gamma di azioni che un trader può intraprendere – o è bene che intraprenda. Un trend forte suggerisce delle azioni, un trend debole suggerisce azioni totalmente diverse. E’ molto difficile, se non impossibile, stabilire il momentum a occhio nudo, o semplicemente osservando il grafico.

Funzionali alla comprensione del momentum sono gli indicatori… Di momentum. Indicatori che forniscono segnali sulla forza del trend. Ne esistono molti, lo scopo è sempre lo stesso ma i metodi (e con esse le riserve che suscitano) differiscono parecchio. Tra questi spiccano indicatori molto popolari, come lo stocastico e l’RSI.

Deposito e prelievo: le regole dei broker

Broker, quello giusto

Si fa un gran parlare dell’affidabilità dei broker. E’ uno degli argomenti preferiti di chi critica l’universo del trading: internet pullula di storie in cui i trader sono stati truffati proprio dai broker. Le truffe hanno come protagonisti proprio le attività di deposito e prelievo, che dunque toccano un nerbo scoperto delle tante conversazioni sul trading.

Per capire se un broker è affidabile o meno, quindi, è necessario essere consapevoli della forma corretta in cui deposito e prelievo devono essere declinati. E’, per esempio, irrealistico e ingeneroso pretendere che un prelievo venga realizzato in poche ore.

Un altro passo è comprendere cosa si intenda, in verità, per deposito e prelievo.

Si effettua un deposito quando si aggiunge capitale sul proprio conto di trading. Importantissimo è il concetto di deposito minimo, ossia la cifra che deve essere obbligatoriamente versata per poter aprire un conto. Le promozioni dei broker consistono proprio in depositi minimi particolarmente bassi, che sono attraenti per la massa. Spesso, poi, sono accompagnati da bonus di omaggio, che vengono espressi in percentuale proprio sui depositi minimi.

Analisi fondamentale e materie prime: i market mover da studiare

Forex contro Commodity

Le materie prime vengono spesso utilizzate come sottostanti da chi trada con le opzioni binarie. Le loro caratteristiche fanno sì che possano essere considerate come un sottostante dopotutto abbastanza prevedibile, e quindi fonte di potenziali profitti. Certo, la volatilità assume dimensioni diverse da quella delle valute ma ciò non toglie che i prezzi delle materie prime subiscano una influenza molto intensa da parte di alcuni market mover. Per poter investire in opzioni binarie legate alle materie prime, e uscirne con un buon profitti, l’analisi fondamentale si rivela più utile rispetto all’analisi tecnica.

Il discorso sui market mover delle materie prime è particolare, perché sfocia in ambiti totalmente inesplorate da altri asset – come azioni e valute. Un esempio? L’euro o il dollaro non vengono influenzate dalle notizie sul clima, ma il grano – inteso come materia prima – sì, e anche molto. Di seguito, qualche consiglio per eseguire una buona analisi fondamentale sulle materie prime.

Prestiti per disoccupati: ecco come funzionano

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Accedere al credito è sempre più difficile per via delle regole stringenti delle banche. Per chi è disoccupato, poi, ottenere un prestito personale lo è ancora di più. Da quando è scoppiata questa crisi finanziaria le banche, per esigenze di stabilità, hanno reso più severe le regole per l’erogazione di finanziamenti tagliando fuori, di fatto, tutta quella parte della popolazione che non aveva tutte le carte in regola.

Insomma oggi ottenere un prestito se si è disoccupati è tutt’altro che facile ma, come vedremo fra poco, neanche del tutto impossibile. Vi sono degli strumenti che permettono di aggirare l’ostacolo della mancanza del reddito e offrono la possibilità, anche a chi un lavoro non ce l’ha e se lo vorrebbe creare di avere un’opportunità.

Broker di opzioni binarie: come riconoscere le truffe

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Le opzioni binarie sono molto allettanti, almeno a giudicare dai messaggi pubblicitari che affollano il web. Ci possiamo veramente fidare? La risposta è sì, ma con una piccola grande riserva. Qualche perplessità, infatti, deriva non tanto dal trading binario in sé, bensì da uno dei suoi attori principali: i broker.

Purtroppo alcuni broker delle opzioni binarie rappresentano delle vere e proprie truffe. La buona notizia è che i broker da cui stare alla larga sono molto riconoscibili. Ecco qualche consiglio per smascherare quelli disonesti.

Verificare la licenza. E’ questo il consiglio più importante. A decretare la credibilità di un broker è, almeno dal punto di vista formale, un ente regolatore.

Trading: banche al posto dei broker, convengono veramente?

Banche come broker

Molti evitano di avvicinarsi al mondo del trading per la paura di venire truffati. Alla diffusione di questo timore contribuisce la fama, certo non positiva, dei broker intesi come categoria. Questi vengono considerati generalmente poco affidabili, quindi da tenere alla larga.

Si tratta di un timore parzialmente infondati, dal momento che è possibile verificare la qualità degli intermediari semplicemente informandosi sulla licenza e sull’ente che l’ha erogata. Per inciso, gli enti più affidabili a livello internazionale sono la FCA e la CySec (per l’Italia è la Consob).

Ad ogni modo, c’è una possibilità di tagliare la testa al toro, ossia affidarsi direttamente a delle banche. Può sembrare strano che un istituto bancario si dedichi ad attività “borderline” come il trading ma servizi di questo tipo sono molto frequenti. La domanda che a questo punto sorge spontanea é: conviene di più tradare attraverso i broker propriamente detti o per mezzo delle banche? Ecco le differenze maggiori in termini di approccio e costi.