Sky e Feltrinelli siglano accordo in esclusiva

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Sky e il gruppo Feltrinelli hanno siglato un’interessante intesa che prevede la presenza del canale Laeffe in via esclusiva sul network di Murdoch a partire dal prossimo 30 gennaio, sul numero 139 del decoder satellitare.

In “cambio”, i punti vendita Feltrinelli saranno muniti di spazi dedicati alla Tv di Sky, mentre il numero 50 del digitale terrestre verrà dedicato allo SkyTG24.

Scelte di investimento 2016, molto dipenderà (ancora) dalla Fed

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Il 2016 è appena cominciato, e le scelte di investimento che verranno fatte nell’anno non potranno che influenzare in maniera significativa l’andamento dei propri portafogli. Il tutto, nella consapevolezza che molti orientamenti dipenderanno ancora da come la Fed deciderà di influenzare i mercati nei prossimi mesi, considerato che le manovre di politica monetaria delle Banche centrali – e in particolar modo della Federal Reserve – oltre alle sorti delle elezioni presidenziali statunitensi, il rallentamento della crescita in Cina, la crisi delle economie dei paesi emergenti, il crollo delle quotazioni del greggio, le tensioni geopolitiche e il referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, potrebbero minare le poche certezze degli investitori internazionali.

Petrolio ai minimi, gli effetti sulle valute

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Continua imperterrito il calo del petrolio, spinto al ribasso dalla domanda in flessione, e dalla decisione dei Paesi Opec di fissare alto il livello di produzione. Ne è derivata una nuova contrazione delle quotazioni del greggio, con il Brent che ha toccato i minimi da undici anni a questa parte a quota 36,17 dollari al barile (l’ultima volta che una simile quotazione fu raggiunta fu nel luglio del 2004), con una perdita del 37% da inizio anno ad oggi.

Nuovi massimi per il dollaro, cresce ancora l’attesa per il rialzo tassi Fed Funds

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Giornata di attesa sui mercati USA, oggi chiusi per il Thanksgiving. Tuttavia, gli investitori hanno ancora negli occhi la mini-corsa di ieri del dollaro, che come era atteso si è apprezzato ulteriormente superando con facilità i massimi di lunedì e portandosi a un soffio dai massimi assoluti del 2015 toccati a marzo.

Risulta essere di interesse, in proposito, valutare come la salita riscontrata ieri sia stata agevolata anche dai dati macroeconomici di fresca pubblicazione, e in particolare dagli ordini di beni durevoli risultati migliori delle attese, ma solo in piccola parte.

Nuovo rafforzamento della sterlina

Stocastico

La sterlina prosegue nella sua strada di rafforzamento. Una strada che, seppur a ritmo moderato, l’ha condotta ora a crescere sia contro dollaro da 1,51 a 1,52 GBP/USD sia contro euro dove sta consolidando in area 0,69 EUR/GBP.

Il rialzo non sta comunque sorprendendo gli analisti, visto e considerato che una prima anticipazione di quanto poi è avvenuto la si è avuta durante il discorso di Broadbent, vice-governatore BoE responsabile per la politica monetaria. Il vice governatore Broadbent ha detto infatti che bisogna guardare oltre i fattori che ancora deprimono l’inflazione, spiegando che “l’orizzonte sul quale è appropriato riportare l’inflazione a target può variare”.

Tassi Fed, le Borse credono nel rialzo

Strategia Trend Following

L’ultima seduta della scorsa settimana, all’insegna degli acquisti per la maggior parte delle borse europee (e in particolare Piazza Affari), ha dimostrato che le piazze finanziarie credono sempre di più nel pronto incremento dei tassi di interesse di riferimento da parte della Federal Reserve, per una mossa che manca oramai dal 2006.

Il merito è, come intuibile, della diffusione dei dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti. Elementi statistici nettamente migliori delle previsioni, che dimostrano come in ottobre sono stati creati 271 mila nuovi posti nei settori non agricoli (mentre il consenso degli analisti di mercato era fermo a 182 mila), e che il tasso di disoccupazione si è attestato al 5%.

Tassi Fed, svolta sempre più probabile a dicembre

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La svolta dei tassi Fed si fa sempre più probabile per dicembre. E questa volta non è una mera anticipazione statistica, quanto una deduzione dai comunicati della Federal Reserve, mai così chiari come in questa occasione.

Euro e sterlina in ripresa sul dollaro USA

Forex, le tasse per l'estero

Euro e sterlina sono in ripresa sul dollaro americano, evidentemente appesantito dal clima di attesa che si sta formando sulla decisione della Federal Reserve e sul possibile (probabile?) incremento dei tassi di interesse di riferimento.

In particolare, la settimana si è aperta con l’euro in lieve rialzo, ora in fase di test sui massimi di venerdì intorno a 1,1385 EUR/USD. Su tali livelli – sottolineavano gli analisti ISP – il cambio si trova all’interno del corridoio 1,1375-1,1410 EUR/USD che – se sfondato – apre il fronte rialzista. I rischi nel brevissimo termine sono leggermente verso l’alto, ma lo sfondamento di questo range dovrebbe essere evitato, perché i dati dell’area euro dovrebbero mostrare che il quadro è molto incerto.

EUR/USD, cosa accade in un settembre di fuoco

Strategia Trend Following

Sul finire della scorsa settimana, come ampiamente atteso, il dollaro è salito ulteriormente, beneficiando ampiamente della reazione ribassista dell’euro sulla BCE. Il rialzo infatti è avvenuto nella conferenza stampa di Draghi, e poi ha subito qualche piccolo movimento aleatorio sulla pubblicazione di un employment report positivo, ma minore delle attese dei principali osservatori.

Trading, quanto pesa la frenata cinese

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Negli ultimi giorni i trader hanno toccato con mano quanto possa essere difficile fare i conti con un elemento di grande aleatorietà come la serie di determinanti di volatilità indotti dalla Cina. Il timore di una bolla speculativa, e la paura di una frenata dell’economia cinese, stanno infatti spingendo verso il basso le quotazioni. Ma quanto sta frenando l’economia cinese?