Monthly Archives: aprile 2014

Investire nella divisa nordica: la corona danese.

corona danese

La banca centrale danese ha aumentato il tasso sui depositi portandolo al 0,05%, a partire da un livello iniziale negativo pari a -0,1.

Sono tramontati i tempi in cui la corona, la divisa nordica più richiesta, era considerata come una sorta di bene-rifugio?

La valuta danese mantiene sempre un certo range di parità rispetto all’euro in maniera abbastanza lineare.

E’ quanto si può notare analizzando lo storico dei tassi di cambio Euro/Corona D. che da inizio anno 2014 si è mantenuto sempre attorno a quota 7,46 con lievi balzi di apprezzamento e deprezzamento della corona danese.

A seguito dell’annuncio della banca centrale che non ha fatto molto presa sugli investitori, il cambio si è portato a 7,4635 (24/04/2014), rispetto a 7,46610 del 23/04/2014.

Le criptovalute mantengono ancora forte richiesta

criptovalute

Bitcoins, litecoins, dodgecoins, zerocoins: un fenomeno che spaventa le istituzioni non è tanto la diffusione, in sé e per sé, di un alto volume del transato, legittimato nel pensiero comune anche da quella sorta di anti-conformismo che fa percepire qualcosa come necessariamente un bene.

Ad alcuni basta dire che è un sistema alternativo a quello offerto dalle banche e ciò gli basta per puntare sulla nuova valuta digitale. Ciò che forse dovrebbe essere corretto è l’anonimato delle transazioni.

Non si vede perché non sia possibile tracciare, a livello informatico, i movimenti delle monete.  In teoria, vi è sempre un modo per accertare l’identità dell’utente, se la valuta digitale è in mani lecite.

Il riciclaggio è un reato comune, non di certo aggravato dalle valute digitali.

Anche lo yen diventa una valuta rifugio

valute rifugio

Quali sono le valute considerate dagli investitori, quali rifugio? Tutte quelle che tendono ad avere un valore stabile, a prescindere dalle crisi geo-politiche o dalle tempeste finanziarie.

In controtendenza rispetto agli altri mercati (Hong Kong, Wall street, Piazza Affari), infatti, va bene, pur se con un moderato rialzo, la borsa di Tokyo che in data 25/04/2014 ha messo a segno una chiusura pari a + 0,17% ed un incremento dell’indice Nikkei di 24 punti.

Sembra essere, oramai, lontano per il Giappone lo spettro della deflazione, come si può constatare dagli ultimi dati dell’Inflazione che è aumentata ad aprile del 2,7% (continuo apprezzamento yen), rispetto ai precedenti livelli del mese scorso che la portavano all’1,3%.

La valuta nipponica, intanto, continua ad apprezzarsi nei confronti del dollaro Usa, seppur il balzo, visto l’aumento dell’inflazione, sia stato lieve, passando da 102,2895 del 24/04/2014 a 102,1585 del 25/04/2014.

Il cambio presenta sprazzi di volatilità, attenuati dalla crisi Ucraina.

Se la banca è troppo prudente il cliente ottiene il risarcimento

banche investimenti

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n.4393 del 24/02/2014: Nel caso in cui la banca abbia condotto una gestione eccessivamente prudente, rispetto alle condizioni pattuite (ad es. cessione di una quota azionaria più del dovuto, rispetto ai vincoli contrattuali), con conseguente minore redditività per il portafoglio del cliente, di conseguenza, la banca dovrà risarcire i danni. Non importa se il cliente ha, comunque, conseguito un guadagno, perché ne avrebbe potuto conseguire uno maggiore.

Si tratta di un’importante novità, sancente una volta per tutto la libera e responsabile scelta dell’investimento. Anche nel caso di broker e piattaforme virtuali (gestori regolarmente riconosciuti presso le autorità competenti) è bene stabilire le regole di condotta e disciplinare il rapporto tra broker e cliente, di modo che quest’ultimo sia consapevole dei rischi.

Il mercato forex sembra non avere più direzionalità

direzionalità forex

Crisi per gli operatori del forex che si basano su tutte quelle tattiche che sfruttano la presenza di chiare tendenze direzionali del mercato.

Vediamo, quindi, alla luce del corso attuale della finanza, quali sono le tecniche più adottate dal forex per poter piazzare scommesse, il più possibile vincenti.

Si sono creati 2 schieramenti: gli assertori del raziocinio, come qualità fondamentale per investire nel forex (sfruttamento dei livelli di dettaglio dell’informazione ed adozione, nell’attuale contesto di scarsa correlazione dei mercati, in maggiore misura del criterio prudenziale); i paladini degli “animal spirits” che si affidano all’istinto.

Consigli utili per fare una buona analisi emotiva

Opzioni binarie, trading, forex

Per frequentare con profitto il forex occore studiare. Lo studio, poi, non deve essere una tantum, ma un continuo. E’ necessario analizzare la situazione del presente per riuscire a comprendere il futuro e redigere strategie conseguenti (e proprio per questo efficaci). Il pilastro di ogni attività sul mercato valutario è dunque rappresentato dall’analisi forex.

L’analisi forex si dividue a sua volta in tre differenti tipologie, ognuna radicalmente diversa dall’altra (ma complementari): l’analisi tecnica, l’analisi fondamentale, l’analisi emotiva. La prima si basa sullo studio dei numeri e dei grafici, e vanta una certa autosufficienza. La seconda si basa sui fatti economici e su alcuni eventi (come la mera pubblicazione di dati) che sarebbero in grado di influire sui destini del mercato valutario.

L‘analisi emotiva si basa, infine, sullo studio – o meglio sull’intuizione – dello stato d’animo, chiamato anche sentiment, degli investitori, considerato in quest’ottima un elemento in grado di influenza intensamente il forex.

Il franco svizzero e la questione della valuta rifugio

Franco Svizzero nel Forex

Il forex è dominato da quattro valute: euro, dollaro statunitese, sterlina britannica, yen giapponese. Intorno a queste, e ai relativi cambi, ruota la maggior parte della transazioni del mercato valutario. Eppure buone occasioni di guadagno sono fornite anche da altre valute, magari meno famose.

Non solo, alcune valute non conosciutissime ricoprono un ruolo importante, perché hanno una funzione “tranquilizzante”. Vengono, in breve, considerate come una sorta di scudo contro le turbolenze. Si tratta delle classiche valute rifugio.

Tra queste si annovera l’euro, che deve le sue qualità  sostanzialmente alla tendenza, tipica di un’economia sull’orlo della deflazione, al rafforzamento. Molto importante in questo panorama è anche il franco svizzero, che ha acquisito questo status senza vedersi costretta a piombare in una crisi economica senza precedenti.

Perché il franco svizzero è considerato una valuta rifugio? Quali sono le sue prospettive per ciò che concerne il mercato valutario? Ecco le risposte a queste domande.

Forex e mobile, utilizzare le app conviene?

App per il forex

Buona parte delle attività che un tempo potevano essere realizzate solamente tramite pc, ora possono essere realizzate anche su smartphone e tablet. Il merito va ovviamente all’esplosione del fenomeno mobile e alla proliferazione di app per tutte le esigenze. A questo cambiamento, a questo fabbisogno di mobilità, non si è sotratto nemmeno il forex. In breve, strano ma vero, è possibile frequentare il mercato valutario anche “fuori casa”.

Si può discutere di quali siano le applicazioni migliori. La scelta è abbastanza vasta, soprattutto se si considera il solo sistema Android. Alcuni grandi nomi, poi, offrono piattaforme anche per smartphone. La domanda da porsi, piuttosto, è un’altra? Frequentare il mercato valutario da telefonino è una scelta saggia? All’apparenza, non ci sarebbe nulla di male. D’altronde, con il cellulare al giorno d’oggi si fa di tutto.

Eppure ci sono almeno due elemeneti, due dettagli più che altro, che occorre prendere in considerazione. A partire da questi, fare forex da mobile potrebbe non sembrare la più coscienziosa delle idee.

Forex, Eur/Usd: cosa succede se la deflazione non arriva

Euro e deflazione

Uno degli argomenti che stanno tenendo banco in Europa è la deflazione. La paura per una discesa dei prezzi è così viva da, addirittura, aver fatto presagire un intervento della Bce in stile americano. Una vera e propria rivoluzione copernicana. Gli analisti sono corsi a illustratre le prospettive di una Europa coinvolta nella spirale deflattiva.

Ma cosa accadrebbe se, alla fine, la deflazione non dovesse mai arrivare e nel Vecchio Continente i prezzi tornassero a salire in modo adeguato e soprattuto  non artificioso (e dunque senza la necessità di misure drastiche)? Quali conseguenze si verificherebbero per il mercato valutario?

Un esempio di questo possibile epilogo è stato fornito dalla giornata di oggi, 28 aprile. Il cambio Eur/Usd ha risentito di un certo cambiamento incorso alla voce “prezzi”. In breve, sono stati diffusi dati sull’inflazione che sono, alla fin dei conti, migliori rispetto alle aspettative. Le valute hanno reagito in un modo molto preciso, e a partire da questa reazione è possibile intuire le fattezze di uno scenario in cui la deflazione viene sconfitta senza l’ausilio delle ormai proverbiali “misure non convenzionali”.

La scommessa forex della Nuova Zelanda

dollaro australiano

Gran parte del forex è tutta concentrata sulla scommessa Dollaro Australiano (AUD)/Dollaro Usa (Usd), dopo la pubblicazione degli ultimi fondamentali che vedono, a differenza delle previsioni, un cospicuo miglioramento dei livelli di inflazione.

Vediamo, però, come si comporta il dollaro neozelandese, a seguito della comunicazione da parte della Banca Centrale di aumentare il livello dei tassi di interesse al 3%.

Non si negano ulteriori aumenti del costo del denaro, sul fronte del miglioramento delle prospettive economiche (il Pil, relativo al mese di marzo, è incrementato del 3,5%) e  della conseguente accelerazione dell’inflazione da domanda (a seconda della capacità produttiva della Nuova Zelanda) da calmierare.