Monthly Archives: maggio 2014

Le sconfitte nel forex: come imparare dagli errori

Forex e il concetto si sconfitta

Perdere nel forex non è un’eventualità rara. Anzi, soprattutto agli inizi, le perdite di capitale sono all’ordine del giorno. Molti continuano a essere sconfitti anche dopo che hanno fatto esperienza. L’importante però non è solo cercare di perdere il meno possibile, ma anche capire perché si è perso e imparare dai propri errori.

E’ un elemento imprescindibile del percorso formativo. La teoria è importante, soprattutto quella derivata dalla frequentazione delle community, ma anche la pratica, e la pratica la si acquisisce solo sbattendo la testa contro il muro.

La domanda a cui rispondere è: perché ho perso? Un errore che molti novellini fanno è quello di affidarsi alla fortuna. La fortuna del principiante è il leitmotiv che unisce molte esperienze di trading. E’ necessario sapere, però, che la fortuna prima o poi finisce. Non è mai esistito un trader che abbia frequentato con profitto il forex utilizzando esclusivamente l’approccio dello scommettitore.

Il Forex può essere considerato un lavoro? I pro e i contro

Il forex è un lavoro?

Il forex è un lavoro? Questa è la domanda che molti trader novizi si pongono.

In effetti è davvero un sogno per tutti quello di guadagnare, e tanto, comodamente da casa, senza la necessità di andare in ufficio tutti i giorni e dover affrontare colleghi e superiori.

Rispondere a questa domanda non è affatto facile. Anzi, lo è, ma solo se ci si accontenta di una risposta evasiva e poco utile.

“Dipende”. Nello specifico, dalla bravura del trader e dalla sua filosofia di investimento.

E’ posssibile rispondere con cognizione di causa, analizzando i punti di contatto tra l’attività del forex e una qualsiasi attività lavorativa. Ovviamente, al fine di acquisire una panoramica completa, occorre analizzare anche i punti in cui la divergenza è così intensa da porre lavoro e forex agli antipodi.

Il forex e la questione dell’evasione fiscale: tutta la verità

Evasione fiscale e forex

Il forex – spesso, non sempre – è motivo di lauti guadagni. L’altra faccia della medaglia, come sempre quando si parla di ricchezza acquisita, è rappresentato dal pagamento delle tasse. Nulla di strano: il fisco, per quanto squilibrato possa essere, ricopre una funzione essenziale per la comunità: permette la riallacazione delle risorse e garantisce i servizi, o almeno dovrebbe farlo.

Quando si parla di forex, però, questo schema semplice ma efficace, salta. Il problema è che sono in tantissimi, tra i trader di valute, a non pagare le tasse. Questa affermazione potrebbe sembrare offensiva, un’accusa quasi. La questione è però assai complessa, a tal punto da poter asserire che la responsabilità di ciò non è degli investitori.

Non si tratta di una giustificazione spiccia ma di un dato di fatto. Il principale responsabile è infatti il legislatore. Le leggi in vigore sono poche e mal eseguite. In breve, in materia di fiscalità e forex, regna l’incertezza e la confusione. Perché?

Diversificare il portafoglio nel forex, perché farlo

Diversificare il portafoglio

Il forex è influenzato dalle stesse dinamiche che influenzano gli altri mercati. Pur nella sua particolarità e nelle sue specificità (es. la liquidità abnorme) i trader che ospita tendono a comportarsi come i trader di qualsiasi altro market.

Un esempio di questa omogeneità di comportamento è dato dalla questione della diversificazione del portafoglio. Anche i forexer (e anzi soprattutto quello) diversificano. Lo fanno per gli stessi motivi di fondo, sebbene siano diverse le criticità a cui devono porre rimedio, o semplicemente affrontare.

Cosa vuol dire differenziare il proprio portafoglio? Se sei un trader forex, equivale a spostare parte dei propri investimenti – e quindi acquistare e mantenere – su più valute, possibilmente eterogenee tra di loro.

Perché un trader che frequenta il Foreign Exchange Market dovrebbe diversificare? Come accennato sopra, i motivi sono quelli di sempre: proteggere i propri investimenti, cercare di superare indenni le fluttuazioni del mercato che sono in grado di “farci male”.

Long e Short: cosa significano? Definizioni e consigli

Short e long, ecco cosa sono

Short e long. Cosa sono? Questi due termini ricorrono spesso nel trading e, di conseguenza, anche nel forex. Di cosa si tratta? Saperlo è fondamentale, diciamo pure propedeutico.

Propedeutico, a dire il vero, è conoscere tutta la terminologia che caratterizza il Foreign Exchange Market. Non è un vezzo personale, magari legato alla volontà di accrescere la propria cultura.

E’, piuttosto, un’esigenza funzionale a un frequentazione del forex che possa dirsi proficua. Tutti i trader, infatti, anche i più esperti, si informano leggendo e commentando con altri colleghi e in queste conversazioni si utilizza quello che può essere definito un linguaggio specialistico.

EurUsd: il mercato aspetta di Maro Draghi

Il forex aspetta draghi

Mario Draghi ha parlato oggi al Forum delle Banche Centrali, kermesse dedicata ai principali attori della politica economica mondiale, che si è tenuta a Bruxelles dal 25 al 27 maggio.

L’intervento del numero uno della Bce è stato quello più atteso. In Europa, almeno dal punto di vista della disciplina monetaria, si avverte l’aria di cambiamento. Certo, questa è arrivata troppo tardi ma è comunque qualcosa. Analisti e investitori si aspettavano dal banchiere italiano la conferma di una svolta di là da venire. Così è stato, Draghi non ha tradito le attese.

Solitamente abbottonato, quasi nascosto dietro un manto di diplomazia, Draghi ha preferito entrare nel merito. I mezzi, che stanno assumendo le caratteristiche del segreto di pulcinella (tassi negativi), ancora non sono stati rivelati. Gli obiettivi, però, sì. Tra questi spicca il ritorno dell’inflazione al 2%, sebbene vada segnalato anche un piano in via di redazione per sostenere le pmi di tutto il Continente.

Forex, tre piccoli accorgimenti per non soccombere

Consigli per il forex

Praticare il forex può essere molto pericoloso. D’altronde, tutte le attività di investimento lo sono. Nel caso del mercato valutario, però, la pericolosità raggiunge quote considerevoli a causa della struttura del mercato stesso: molto liquido, molto volatile dunque assai prevedibile. Soccombere è semplicissimo. Sono in molti, soprattutto all’inizio, ad aver subito la perdita del proprio capitale agli inizi della propria frequentazione del forex.

Esistono però alcuni accorgimenti che consentono al trader di non scivolare sulla prima buccia di banana che gli capita a tiro. Si tratta di consigli che, almeno all’occhio dei più esperti, possono sembrare banali ma che invece rappresentano dei veri e propri salva-vita. Scopriamo assieme quali sono.

Il consiglio numero zero, ossia quello propedeutico a qualsiasi movimento nell’arena del forex, è quello di studiare. Occorre arrivare preparati. Non c’è senso comune che tenga. Questi ritrae il forex come un’attività da scommettitore, ma è tutt’altro: un investimento di tempo e denaro che può essere redditizio, ma a patto che si profonda un impegno non indifferente.

Forex, le figure di inversione: una guida preliminare

Le figure di inversione, una guida

L’analisi tecnica è uno strumento formidabile per redigere la propria strategia di trading. Ciò vale, ovviamente, anche per il forex. Per analisi tecnica si intende lo studio intensivo dei grafici allo scopo di prevedere i movimenti del mercato e agire di conseguenza.

L’analisi tecnica si basa anche sullo studio delle figure di inversione. Queste sono modelli di comportamento che sono significativi dal punto di vista del mercato. Il nome stesso indica la funzione che ricoprono. Le figure di inversione, infatti, sono tali perché segnalano un’inversione di trend, un avvenimento “importante” per il portafogli del trader in quanto foriera di possibili guadagni.

La caratteristica principale delle figure di inversione è che pressupongono una certa ciclicità dei comportamenti. E’ un assunto che alcuni considerano arbitrario, ma l’importanza di questi modelli nello studio dell’analisi tecnica tende a smentire queste perplessità. Ciclicità vuol dire prevedibilità: un particolare che non può che piacere all’investitore.

Forex, Intraday: significato e opportunità

Intraday e Forex, info

Quello dell’Intraday è un concetto molto importante per il trading e, di conseguenza, anche per il forex. Anzi, forse nel mercato valutario è possibile trovare l’espressione più pura del concetto di intraday. Vista l’alta liquidità del mercato e la sua volatilità, l’intraday risulta particolarmente adatto.

Cos’è l’intraday? Come si può utilizzare per aumentare i propri profitti? In buona sintesi, operare in intraday vuol dire aprire e chiudere le operazioni entro la giornata. E’ l’apoteosi del breve termine. Molti potrebbero trovare incomprensibile o addirittura inutile questo tipo di attività. Ciononostante, questo metodo consta di precise modalità di esecuzione, pregi e difetti.

D’altronde, se non servisse a qualcosa non avrebbe un numero così alto di estimatori. L’intraday è quindi molto diffuso, sebbene possa essere considerato una delle tecniche più ostiche da padroneggiare. Occorre possedere conoscenze approfondite ed è raccomandata una dote caratteriale su tutte: la capacità di lavorare sotto stress.

Dati Pmi deludenti. Le reazioni dell’euro

Pmi, conseguenze per l'euro

Il forex è influenzato dalle dinamiche dell’economia reale. Questo è il principio che muove l’analisi fondamentale, che consiste proprio nello studio delle conseguenze che alcuni eventi economici esercitano sul mercato delle valute.

Oggi 22 maggio sono stati diffusi dei dati importanti, in grado di influenzare il forex. Questi dati riguardano gli indici Pmi dell’Europa, che ritrae l’espansione dei mercati di riferimento delle Pmi.

I dati si sono rivelati piuttosto deludenti e questo ha inciso soprattutto – come è logico – sull’andamento dell’euro, in special modo rispetto al dollaro (quindi si parla del cambio EUR/USD).

Nella fattispecie, l’indice Pmi manifatturiero a livello continentale è ora a 52,5 punti. Ad aprile era 53,4. Le stime, che si sono rivelate ottimistiche, parlavano di un comunque negativo 53,2,

L’indice Pmi manifatturiero ha deluso, se possibile, ancora di più. Ora è a 52,9, ad aprile era a 54,1. Le stime prevedevano un 54 o addirittura un 54,2.