Monthly Archives: agosto 2014

Euro-dollaro: l’impatto dei dati sulla deflazione

Il forex e la psicologia

L’Europa sta scivolando lentamente ma inesorabilmente verso la deflazione. L’indice dei prezzi al consumo si sta infatti contraendo, su base annua, mese dopo mese. A luglio aveva fatto segnare un allarmante +0,4%, mentre ad agosto – sono dati di oggi – l’aumento è solo dello 0,3%. Questi differenziali sono molto lontani dall’obiettivo dichiarato della Bce (2%) e promettono una ulteriore compromissione della salute economica dell’eurozona.

Alcuni paesi, poi, sono entrati ufficialmente in deflazione. Tra questi spicca proprio l’Italia, che fa registrate il suo primo segno meno da oltre mezzo secolo. L’indice dei prezzi al consumo ad agosto ha fatto segnare un clamoroso -0,1%. Non accadeva dal 1959, ma a quel tempo si era in pieno boom economico e la contrazione dei prezzi era visto come un evento fisiologico e anzi in grado di fare maggiore equilibrio alla crescita.

Le conseguenze per l’economia rischiano di essere enormi. Non a caso si pensa che questi numeri stiano avvicinando la Bce all’introduzione del Quantitative Easing. Se il valore della moneta sale, l’unico provvedimento in grado di rappresentare uno shock sufficiente è proprio l’immisione di liquidità nel sistema reale. Questa aspettative, di fatto, sta influenzando fortemente il mercato valutario e in particolare il cambio euro-dollaro.

Euro-dollaro: già concluso il trend ribassista?

Euro-dollaro

Nei giorni scorsi le parole di Draghi avevano causato un interessante trend ribassista per il cambio euro-dollaro. La moneta unica stava deprezzandosi “a vista d’occhio”. Effetto, questo, delle dichiarazioni del presidente della Bce al forum delle banche centrali, che hanno fatto presagire ai mercati internazionali l’adozione, anche per l’Europa, del Quantitative Easing. Un evento epocale, di cui si è avvertito per qualche giorno l’imminenza.

Eppure, il rischio che tutto si riveli un fuoco di paglia è molto grande. Il problema risiede nel fratto che introdurre il Quantitative Easing è difficile, tanto per ragioni politiche (la Germania non è d’accordo), tanto per ragioni strutturali. A raffreddare ulteriormente gli animi sono poi intervenute le dichirazioni di alcuni maggiorenti dell’economia europea. Il risultato è che l’euro ha prima rallentato la sua corsa al ribasso e poi, seppur di poco, ha invertito la rotta. Le quotazioni della moneta unica, comunque, stazionano tutt’ora a un livello molto basso.

Si può investire nel forex da mobile?

Forex e mobile

La risposta è sì. Investire nel forex da mobile è possibile. Ovviamente, ciò comporta alcune dinamiche particolari e, soprattutto, alcuni effetti collaterali. Tra i disagi più comuni associati al trading da cellulare e tablet spicca quello di natura psicologica. Niente di preoccupante, ovviamente, ma è provato che i trader hanno bisogno di staccare totalmente la mente dal forex, in modo da recupare energia e lucidità. L’elemento mobile potrebbe impedire all’investitore di prendersi le dovute pause, anche perché ha la possibilità di seguire i mercati anche quando è lontano da casa o dall’ufficio.

Un’altro svantaggio è di natura prettamente tecnica. Nonostante il progresso tecnologico abbia compiuto dei passi da gigante, i software che permettono di tradare da device mobili sono assai più “deboli” delle versioni per il pc da tavolo. Il gap si sta colmando ma è ancora consistente.

Ovviamente, ci sono anche i pregi. Primo tra tutti, la possibilità di cogliere opportunità dovunque e in qualsiasi momento. Il mercato valutario è spesso imprevedibile, e qualche occasione di guadagno potrebbe giungere quando il trader non ha con sé il pc.

Quantitative Easing europeo, conseguenze nel forex

Quantitative Easing e forex

Le dichiarazioni di Mario Draghi al Jackson Hole (forum delle banche centrali) hanno aperto un mondo. Per la precisione, il “mondo” delle politiche monetarie ultra-espansiva, considerato come una sorta di tabù nel Vecchio Continente. A mali estremi estremi rimedi, recita il detto, dunque è tempo anche per la Bce di pensare alla classica “stampa di moneta“.

Certo, i riferimenti sono stati impliciti, ma tutti hanno compreso che dietro il termine “misure non convenzionali” altro non si cela che il Quantitative Easing. Sicuramente i mercati hanno inteso in questo modo, e infatti si sono registrati impatti un po’ in tutti i segmenti. Persino nel forex, in cui ha stupito il crollo dell’euro-dollaro a 1,3185, ai minimi da circa un anno.

Insomma, sembra che si sia inaugurato una sorta di cambio di passo. Ma è veramente così? Ecco tutte le conseguenze che un ipotetico Quantitative Easing in salsa europea potrebbe generare nel forex.

Euro-Dollaro ai minimi da un anno. Quanto durerà l’effetto Draghi?

Il forex aspetta draghi

Le parole di Mario Draghi al forum delle banche centrali di Jackson Hole hanno generato dei profondi sommovimenti nel forex. La conseguenza più visibile è il cambio euro-dollaro, che è sceso nel corso della sessione del 25 agosto (primo giorno di trading successivo all’incontro) ai minimi da circa un anno: 1,3185. A un giorno di distanza, l’Eur/Usd fa segnare valori simili, tutt’al più di poco superiori.

Cosa sta accadendo? Molto banalmente, Mario Draghi ha annunciato, più o meno esplicitamente, che anche l’Europa, e ovviamente la Bce, adotterà misure non convenzionali, ossia, il Quantitative Easing. Questo strumento di politica monetaria espansiva, pur essendo utilizzato ampiamente altrove (vedi Stati Uniti e Giappone) è sempre stato visto come un tabù nel Vecchio Continente, a causa degli aut aut della Germania e di altri paesi del nord Europa.

La deflazione è però a un passo e tutti i tentativi “convenzionali” di evitarla sono falliti. La strategia di Draghi è dunque quella del detto “a mali estremi estremi rimedi”.

La Yellen conferma le politiche espansive. Cosa accadrà nel forex?

Yellen, le dichiarazioni, il dollaro

La Yellen è intervenuta oggi 22 agosto al Forum delle Banche Centrali. Appuntamento, questo, di fondamentale importanza per investitori e non. I trader, grazie alle parole dei vari presidenti, possono intuirne le mosse (quando non dichiarate esplicitamente) e agire di conseguenza.

Il numero uno della Fed è stata chiara. L’economia statunitense “tira” ma non come dovrebbe. Particolari distorsioni si registrano ancora sul fronte del lavoro. Il mercato, da questo punto di vista, si è “inceppato” (la Yellen ha proprio utilizzato questo termine). Sul tapering non si è espressa, quindi non si sa se verrà rallentata o, semplicemente, se non sarà accelerato. Sicuramente la quota di denaro immesso nel sistema reale non subirà ritocchi al ribasso.

La Yelen ha affermato che la ripresa procede ma a rilento a causa di un mercato del lavoro non soddisfacenti. Le performance deludenti, però, derivano principalmente da fatturi strutturali, come l’invecchiamento generale della popolazione e “altri trend demografici”.

Forex Robot: funzionano per davvero?

Forex Robot

La tecnologia ha segnato profondamento il forex. In primis, con l’entrata in gioco del fattore internet. Questo elemento ha fatto sì che la platesa si ingrandisse a dismisura, aprendo le porte del mercato valutario anche a chi non può essere considerato un investitore di professione.

La tecnologia ha agito non solo da un punto di vista quantitativa, ma ha anche modificato quello quantitativo. Insomma, grazie a questa, la frequentazione del forex si sta evolvendo. Anche in forme che a primo acchito possono apparire eccesivamente avveniristiche. E’ questa, per esempio, la sensazione che scaturisce quando si ha a che fare con i Forex Robot.

Cosa sono i Forex Robot? Funzionano davvero?

Per Forex Robot si intendono tutti quei software che agiscono sul forex in modo automatico, sulla base di modelli pre-impostati. E’ come se, a un certo punto, l’investitore uscisse dalla “cabina di regia” e lasciasse il mezzo in balia del pilota automatico. In effetti, è proprio quello che accade.

Europa di nuovo in recessione. Cosa cambia per il forex?

Politica monetaria e forex

L’Europa è in recessione. Se questa frase fosse stata scritta un anno fa, non avrebbe fatto alcun scalpore. Scritta, e letta, ad agosto 2014, fa molto male. Questo perché tutti, analisti, investitori e politici, pensavano che questo sarebbe stato l’anno buono. Fino a un paio di settimane fa, le stime viaggiavano in positivo. Certo, da istituto a istituto si registravano variazioni di qualche decimo di punto percentuale, ma la sostanza era la sostanza: l’Europa era uscita dalla crisi e si preparava alla crescita.

Ad agosto, però, è arrivata la doccia gelata. Tutti i paesi dell’area Euro, già nel secondo trimestre, hanno fatto registrate stagnazione o recessione. Persino la Germania, considerata da tutti la locomotiva d’Europa.

A nulla è servito il nuovo corso tentato – forse solo a parole – da alcuni Governi. Non è bastato il programma di stimoli della Bce, comunque giudicati fin da subito troppo moderato.

La domanda che si stanno ponendo gli investitori del mercato valutaio, a questo punto, è la seguente: questa decisa virata dell’economia europea avrà un impatto nel forex? Se sì, di che genere? Ecco le prospettive ad oggi più realistiche.

Euro-dollaro, dati sulle vendite americane invertono il trend

Euro e dollaro

In questo periodo, l’euro-dollaro, pur tra alti e bassi, sembrava aver intrapreso una strada discendente. Dal punto di vista strutturale, è apparso fin dall’inizio tutto giustificato: il quadro economico conferma un’Europa in difficoltà e Stati Uniti sulla via della ripresa. Questa evidenza è stata confermata nelle ultime settimane dal raggiungimento di alcuni minimi.

Il 12 agosto, giusto per fare un esempio, l’euro-dollaro è sceso a 1,3304, che corrisponde al minimo da novembre. Qualcosa, però, è cambiato proprio nelle ultime ore. A incidere, nuovamente, sono i dati economici, abbastanza inattesi a dire il vero, a riprova che l’analisi fondamentale nel forex conta più di quello che può sembrare.

Certo, sullo sfondo le difficoltà dell’area Euro non accennano a diminuire, soprattutto ora che sono stati resi noti i numeri di economie importanti come Italia (recessione tecnica) e Germania (pil stagnante e calo di fiducia dei consumatori). Insomma, il quadro è incerto, ma l’inversione di rotta che si è verificata potrebbe anche tenere.

Forex, consigli per la gestione dell’emotività

Forex e ormoni

Nel forex un ruolo di primo piano è rappresentato dal bagaglio di conoscenze tecniche e pratiche che ogni trader deve essere capace di mettere in campo. Nondimeno, a influenzare l’efficienza di un investitore è un un insieme di elementi che poco hanno a che fare con la tecnica. Decisivo è, infatti, anche l’elemento emotivo.

Chiunque si sia approcciato al forex sa il carico di emozioni e di sentimenti che il trader, specie quello poco esperto, è costretto a sopportare. Stress, paura, esaltazione, talvolta anche euforia. Il rischio di perdere la lucidità è dietro l’angolo. Se accade, aumentano le probabilità di insuccesso.

Di seguito, ecco qualche consiglio per gestire al meglio la propria emotività quando si opera nel forex.

Il consiglio principale consiste nel pianificare il rapporto con il denaro. Alla fine, la questione dell’emotività sta tutto qui. Tutti i sentimenti vengono generati dalla paura di perdere denaro o dalla felicità per il fatto di averlo guadagno.