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Forex sull’Ipad: le applicazioni più efficaci

Forex Ipad, le applicazion

Il mobile ha rivoluzionato la nostra quotidianità. Non è solo una cosa tecnologica. Buona parte della attività, oggi, possono essere realizzate con smartphone e tablet. Questo cambiamento ha interessato anche il complesso mondo del tradin e, di riflesso, anche quello del forex. Può sembrare strano, ma oggi un numero sempre maggiore di trading commercia in valute dal telefonino o dall’iPad.

Non si tratta di una novità da poco. Anche perché questo modo di partecipare al mercato pone in essere dinamiche che si differenziano non poco (sotto certi aspetti) dalle modalità tradizionali – molto banalmente quelle che si sono sviuppate nel trading su laptop.

Tradare in mobile impone la ricerca più approfondita possibile su quale applicazione sia meglio utilizzare. Questo tipo di ricerca può essere accostata, per importanza, a quella che viene effettuata per la scelta di broker e piattaforma. Di seguito, una panoramica sui software migliori, con un occhio di riguardo per quelli targeti Apple (quindi disponibili su iPad e iPhone).

Forex, leva alta: è davvero così pericolosa?

Leva alta e forex

Uno degli strumenti più apprezzati dai trader è la leva finanziaria. Ovviamente, si tratta di un tool molto conosciuto anche nell’ambiente del forex. Anzi, è proprio nel mercato valutario che la leva acquisisce un’importanza tale da… Essere abusata. Ad essa vengono attribuite qualità che esulano dalle sue caratteristiche, comunque notevoli. La leva, sia chiaro, non ha poteri taumaturgici e non è la panacea di tutti i mali (del forex).

Il problema esiste. Molti trader, magari poco prudenti, utilizzano la leva di frequente e, quel che è peggio, lo fanno con un’intensità tale da compromettere il risultato finale. Questo è inoltre un problema tipico dei principianti, anche se ovviamente non è l’unico sbaglio che compiono durante le fasi iniziali della loro presenza sul mercato.

Di seguito, una breve guida sull’approccio più saggio ed equilibrato alla leva, con particolare attenzione tanto all’aspetto psicologico quanto a quello meramente tecnico. I due fattori si intrecciano e si potenziano l’un l’altro.

Come gestire il rischio con Plus500

plus500

Plus500, uno dei principali broker disponibile per i trader italiani, dispone di una ricca serie di strumenti di gestione del rischio, in grado di arricchire la strategia di investimento in maniera estremamente personalizzata.

Dagli stop loss agli stop garantiti, passando per gli stop operativi e le entrate dell’ordine, cerchiamo di saperne un pò di più sui tipi di ordini impostabili attraverso le piattaforme Plus500.

Stop loss

Lo stop loss è uno dei più noti ordini impartibili dal trader. Attraverso tale “comando”, si impartisce al broker l’ordine di vendere un determinato strumento quando la quotazione scende al di sotto di un limite minimo predefinito (che, generalmente, coincide con il limite di tollerabilità di una perdita finanziaria).

Cos’è il Drawdown: come si calcola?

Il Drawdown deve essere inteso come la riduzione del capitale di trading a seguito di una perdita e va relazionato sempre al capitale massimo nel frattempo accumulato.

Con alcuni esempi pratici, intendiamo di spiegarvi, in termini semplici, cosa vuol dire Drawdown.

Come si calcola, in termini assoluti, il Drawdown?

Ecco come possiamo calcolarlo nell’esempio che segue:

Come finanziare il proprio conto trading su Plus500

conto plus500

Plus500, uno dei principali broker a disposizione per gli investitori italiani, ha a disposizione una lunga serie di conti trading che permetteranno a tutti i trader interessati di poter beneficiare di servizi di qualità, a condizioni estremamente competitive.

Ma in che modo finanziare il proprio conto Plus500 in maniera rapida e – soprattutto – sicura?

Le strade per poter finanziare il proprio conto trading su Plus500 sono quattro. Vediamole insieme, unitamente alle istruzioni per poter portare a compimento gli accrediti.

Forex: la classifica tecniche più redditizie

Le tecniche migliori nel forex

Il forex è un’attività stimolante perché offre il fianco all’utilizzo di un gran numero di tecniche e strategie. C’è per tutti i gusti, per tutti gli stili di trading e per tutti i portafogli (più o meno). La maggioranza però si chiede se esiste una tecnica che, in senso assoluto, può fregiarsi del titolo di “migliore” o “più redditizia”. Non è facile rispondere a questa domanda, soprattutto per via dell’eterogeneità del contesto citata in precedenza.

Di seguito, cercheremo innanzitutto di capire se sia possibile elevare a “miglior tecnica” una tra quelle più famose e utilizzate. Successivamente, illustreremo pregi e difetti, o semplici criticità, di ognuna. E infine, pur con tutte le specificazioni del caso, stileremo una classifica. Un elemento va però tenuto a mente: tutte le tecniche che verranno trattate sono valide – ovviamente se ben realizzate e se sono accompagnate da importanti capacità di interpretazioni degli indicatori.

Forex: breve termine contro lungo termine

Forex: breve termine vs lungo termine

Il forex dà ai trader la possibilità di scegliere tra un gran numero di strategie. In decenni di trading e di letteratura sul tema si sono sviluppati filoni molto complessi e diversi tra di loro. Esiste però un criterio che, in linea di massima, divide praticamente in due l’intero inventario di strategie possibili: il “termine”. Da un lato, le strategia a breve termine. Dall’altro, le strategie a lungo termine.

In quest’articolo proveremo a spiegare i pro e i contro di queste due correnti. Parleremo delle due stretegia che fungono da “capofila”: lo scalping e lo swing. Illustreremo i legami che queste strategie hanno con le dimensioni più personali dei trader e infine cercheremo di capire se realmente sia possibile decretare un vincitore.

In tempi di crisi è più importante l’analisi fondamentale o l’analisi tecnica?

Cris, analis tecnica o analisi fondamentale?

L’analisi fondamentale e l’analisi tecnica sono due metodi di studio irrinunciabili per gli investitori. Peccato che siano anche oggetto di un querelle circa lo strumento più adatto per comprendere il mercato. Dopo anni e anni di dialettica, i rispettivi sostenitori si comportano un po’ come tifosi di una squadra di calcio. Il materiale delle conversazioni – è ovvio – si basa ancora su elementi tecnici, ma è inutile negarlo: qualche pregiudizio reciproco c’è.

L’analisi tecnica, per esempio, annovera nel suo repertorio alcuni dogmi. Cruciale, rispetto alla valutazione finale, è quello che dice “il mercato considera tutto”. Se prendiamo per buona questa frase, è sufficiente studiare i grafici per avremo sicuramente una strategia efficace e proficua. Guardare fuori dalla finestra sarebbe inutile, quindi solo una eleborata perdita di tempo.

Questo è chiaramente un dogma. Per di più, un dogma che tende a escludere e a invalidare tutto l’universo che ruota attorno all’analisi fondamentale.

Quanto si guadagna nel forex?

Forex, quanto si guadagna?

Il forex è uno dei mercati più apprezzati perché capaci di offrire ottime opportunità di guadagno. O almeno è questo il messaggio che la pubblicità diffonde. Non si può affermare che sia una fonte affidabile. Dunque è lecito chiedersi: quanto c’è di vero? Nel forex si guadagna veramente? La risposta è sì, ma ci sono alcune “controindicazioni”. Di seguito, qualche statistica interessante, utile a farsi un’idea sul tema “forex e guadagni”.

Prima di rispondere definitivamente alla domanda, è necessario fare una precisazione. In particolare, una precisazione sulla struttura stessa del mercato valutario. La caratteristica principale del forex è rappresentato da un fatto sconosciuto ai più: è un mercato a somma zero. Questo vuol dire che, a fine giornata, la quantità di denaro perso da alcuni equivale alla quantità di denaro guadagnato da altri.

Detta così, sembra essere di fronte a un caso di egalitarismo fuori dal comune. In un sistema ideale, quindi, metà dei trader guadagnerebbe e l’altra metà perderebbe. Soprattutto, ogni giorno tutti i “partecipanti” al forex avrebbero il 50% di “andare a segno”. Il forex però è tutt’altro che un sistema ideale, almeno dal punto di vista del “bene comune”. Quindi la proporzione tra vincitori e vinti è ben diversa dal classico fifty-fifty.

Se la proporzione è diversa, vuol dire che chi perde, perde complessivamente tanto ma chi guadagna, guadagna cifre altissime. Ora, è sufficiente conoscere la percentuale dei vinti e quella dei vincitori per avere un’idea di quanto si guadagni nel forex. Ebbene, il rapporto è quasi di 6 a 1. Il che, percentualizzato, vuol dire che l’85% dei trader è in perdita e il 15% invece investe sopra lo zero. All’intero di questo gruppo di fortunati c’è un sottogruppo di persone “ancora più fortunata”: sono i grandi vincitori e rappresentano a malapena il 3% del totale.

La conclusione è che il forex consente si di guadagnare molto, ma questa opportunità è appannaggio di pochi eletti. Il termine “eletti” è però poco adatti. Non c’è nulla di casuale in una partecipazione proficua nel mercato delle valute. E’ tutta questione di competenze, intelligenza, impegno e capacità di formarsi (e aggiornarsi) giorno per giorno.

Quanto guadagna chi guadagna? E’ utile, ovviamente, andare a fare i conti nelle tasche di quel famoso 3%. Per derimere la questione intervengono i concorsi e ogni anno premiano i trader migliori. Si evince quindi che, mediamente i trader più bravi guadagnano nei 12 mesi tra il 200 e il 400% in iù rispetto al capitale di partenza.

Cifre molo alte, ma che diventano vertiginosi nel caso in cui il capitale investito sia veramente ingente. E’ ovvio quindi che, in questi casi, il forex rappresenti un’attività avvero remunerativa.Proviamo a fare un calcolo.Il trader “inizia l’anno” con 10.000 euro. In un giorno guadagna circa l’1,5%, questo vuol dire circa 3.330 euro al mese, 40.000 euro all’anno. Non è affatto male.

Immaginate che il capitale sia 100.000 o 1.000.000. Il guadagno sarebbe stratosferico. La cosa migliore, comunque, non è puntare tutto sul capitale iniziale ma sulle proprie competenze. Insomma, investire sulle proprie capacità e sul prprio impegno, soprattutto nel formasi giorno per giorno.

 

Come sfruttare il social trading con etoro

social trading

Il social trading è una strategia di accesso e condivisione alle informazioni più utili per poter orientare i propri investimenti sui mercati finanziari.

Attraverso tale terminologia si intende infatti la possibilità di avere accesso al trading mediante fruizione della capacità degli altri utenti (soprattutto, quelli più esperti), che potranno condividere le proprie scelte di investimento, permettendo quindi ai trader più o meno consolidati di poter replicare in tutto o in parte le strategie di impiego effettuate.

Non solo: il social trading non è solamente un sistema per “copiare” quello che viene effettuato dai trader più famosi, quanto anche l’occasione fondamentale per poter dialogare con altri investitori in tutto il mondo, e poter lavorare con loro per poter arrivare all’obiettivo finale del vostro sforzo: il successo finanziario!