Monthly Archives: febbraio 2015

Bonus al 100%: ecco i broker di opzioni binarie che lo mettono a disposizione

trader-bonus

Lo scenario dei broker di opzioni binarie è ormai saturo. L’offerta è davvero sterminata. Non stupisce, quindi, che alcuni facciano abbondante uso delle promozioni. D’altronde ciò risulta evidente dagli advertising che abbondano su internet. La promozione più diffusa riguarda i bonus e i depositi.

Il massimo a cui si può aspirare è ricevere un bonus pari al 100% del deposito minimo. Questi due aspetti, infatti sono legati tra di loro perché, molto banalmente, il bonus si misura in percentuale sul deposito minimo.

Il panorama dei broker che offrono bonus al 100%, però, è variegato e lo stesso si può dire delle offerte. La percentuale del 100, infatti, è l’unico punto in comune, dal momento che alla fine dei giochi – e in termini assoluti – i bonus possono raggiungere cifre molto diverse tra di loro.

Lo stocastico: guida a un’oscillatore molto usato

Stocastico

L’analisi tecnica si basa sugli oscillatori. Sono delle elaborazioni di dati “di prima mano” ricavati dai grafici che rispondono a un solo scopo: prevedere l’andamento dell’asset. Gli oscillatori forniscono segnali, ma poi la palla passa al trader, che li deve interpretrare e da questa interpretazione deve far procedere la sua strategia.

Gli oscillatori a disposizione degli investitori sono numerosi. Tra quelli più usati spicca lo stocastico.

Che cos’è lo stocastico? Dal punto di vista estetico, si presenta sotto forma di due linee. La prima è composta da una media mobile semplice, la seconda è frutto di un calcolo più complicato.

Questa è la formula che si utilizzare per ricavare la seconda linea.

CHIUSURA- MINIMO/MASSIMO – MINIMO *100

CHIUSURA sta per “prezzo di chiusura dell’ultima sessione”, MINIMO sta per “minimo segnato nell’ultimo frame”, MASSIMO sta per “massimo segnato nell’ultimo frame”.

La linea ricavata con questa formula prende il nome di %K. La media mobile, invece, viene chiamata %D. Le due linee devono avere due cose in comune: il numero dei periodi è il primo, il timeframe è il secondo. Quest’ultimo deve corrispondere a 5, 10 o 15 minuti. Per quanto riguarda i periodi, invece, per convenzione sono 26.

Trading azionario: tutto ciò che c’è da sapere

Nonostante l’incredibile ascesa del forex e delle opzioni binarie, le azioni rimangono – in un certo senso – le regine del trading. Certo, in liquidità sono state superate dalle valute ma è innegabile che ricoprano ancora un ruolo dominante nell’immaginario collettivo. In ogni caso, rappresentano ancora un’ottima opportunità di guadagno. Le caratteristiche del mercato azionario, e i consigli di massima, sono gli stessi di sempre ma assumono una significato leggermente diverso se si considerano le differenze con il forex e le opzioni binarie.

Rispetto al forex per esempio, il mercato azionario ha un orario più restrittivo. Il mercato delle valute è aperto 5 su giorni su 7, 24 ore su 24. L’azionario, invece, è aperto fin tanto che sono aperte le borse alle quali sono iscritti gli indici. Dunque, otto ore al giorno.

E’ anche un mercato non molto volatile, non nel senso in cui lo sono le valute. La volatilità nelle borse, infatti, raramente coincide con il caos. Questo perché, checché se ne dica, l’azionario può essere controllato dai grandi player, che possono far sentire in maniera anche eccessiva il loro peso. Nel forex e nelle opzioni binarie (a esclusione di alcuni sottostanti) il mercato è diretto dagli investitori piccoli, e appare tutto più casuale.

Di contro, le azioni hanno un grosso pregio rispetto a tutte le altre modalità di trading. Sono molto più prevedibili. A patto che il trader sappia dove cercare gli indizi, ovvio. Ad ogni modo, per orientarsi è necessario sapere tutto su un’azienda e il bello è che questa deve rendere pubblici alcuni suoi “dati” per legge. Stato patrimoniale, cash flow, fatturato (alla fine è questo che bisogna sapere) è tutto pubblico.

Ovviamente gli strumenti dell’analisi tecnica vengono utulizzati in pieno, ma a orientare lo sguardo e la mano del trader è anche qualcosa di più concreto.

Con le azioni, però, alcune tecniche speculative sono proibite o ostacolate. Tra questi figurano lo scalping e lo short. Per inciso, con il primo si intende l’apertura e la chiusura frenetica delle posizioni allo scopo di produrri piccoli guadagni ma molto numerosi; con il seconso si intende la vendita di un asset non ancora in nostro possesso. Se si utilizzano mentre si trada con le azioni (ma questo vale anche per altri trading, come quello delle commodity) il broker può addirittura procedere con l’assegnazione delle penalità. Nel forex, invece, è permesso tutto (o quasi).

C’è poi un altro aspetto, che per alcuni può essere positivo e per altri negativo. Il forex e le opzioni binarie, in un certo senso, sono più facili da utilizzare. Le opzioni perché il loro meccanismo è al limite della banalità (o del gioco d’azzardo); il forex perché gli asset da gestire sono pochi (le valute major sono solo quattro). Le azioni invece sono migliaia. Dunque per conoscere il mercato e poter agire al meglio è necessario conoscerle magari non tutte, ma per sommi capi almeno una buona parte – sicuramente quelle che hanno correlazioni tra di loro.

Trading: Alligator, un ottimo sistema per studiare la volatilità

Buona parte degli indicatori si basano sulle medie mobili. L’Alligator non fa differenza. L’unico elemento di discontinuità con il resto degli indicatori risiede nel fatto che le medie mobili, in questa fattispecie, sono tre. Proprio da questa particolarità procede il nome dell’indicatore. Le tre linee, infatti, interagiscono tra di loro fino fino a disegnare – molto approssimativamente ovvio – la testa di un coccodrillo.

Lo scopo dell’Alligator, comunque, non è dissimile da quello degli altri indicatori che si compongono di medie mobili: analizzare la volatilità, fornire segnali di vendita o di acquisto.

L’utilizzo dell’Alligator però è un po’ un più complicato, dal momento che non solo interagisce con l’andamento del prezzo ma anche con alcuni specifici pattern dei grafici a candele. Il corollario consiste nel fatto che questo indicatore non può essere utilizzato con grafici diversi dal candlestick. Niente grafici a linea e a barre dunque.

Fibonacci Fan Line: una guida esaustiva

Fibonacci Fan Line: una guida

Come può un personaggio vissuto otto secoli fa avere voce in capitolo sul forex? Può sembrare strano, ma si deve a un matematico medievale la creazione di importanti strumenti dell’analisi tecnica. O meglio, ciò si deve a una sua scoperta. Lo scienziato in questo è Leonardo Fibonacci, matematico vissuto a cavallo tra il XII e il XIII secolo, mentre l’invenzione è la serie di Fibonacci. Questa è una successione di numeri che riflette il comportamento, o per meglio dire la naturale evoluzione, della maggior parte dell’esistente. E visto che tra l’esistente figurano anche gli asset, molto tempo più tardi alcuni trader “pionieri” hanno basato su questa serie lo studio degli andamenti e il proprio lavoro di analisi tecnica.

Il risultato è una discreta gamma di indicatori che utilizzano, in un modo o nell’altro, la serie di Fibonacci. Tra questi spicca la Fibonacci Fan Line, che però è veramente efficace solo in certe situazioni.

Indicatori di volatilità: cosa sono e a cosa servono

Stocastico

La volatilità è un elemento che ogni trader dovrebbe prendere d’occhio. E’ infatti un’arma a doppio taglio. Può porre in essere guadagni consistenti, ma anche perdite consistenti. Inoltre, non è facile da studiare. Un aiuto da questo punto di vista è fornito dagli indicatori di volatilità, una risorsa efficace per capire quando un trend sta invertendo la rotta e per misurare la tendenza di un asset a far registrare deprezzamenti e apprezzamenti.

Gli indicatori di volatilità sono tanto più utili quanto meno l’asset è stabile. Alcuni mercati, che prediligono alcuni asset rispetto ad altri, sono molto volatili. Il forex, e quindi le valute, sono molto più “fumantine” rispetto, per esempio, alle commodity (sebbene le commodity facciano registrare variazioni consistenti nel lungo periodo).

Capire se in un dato periodo il mercato è volatile è essenziale non solo per individare il momento dell’inversione ma anche per scegliere il proprio approccio strategico: a breve termine o a lungo termine? A scadenza vicina – se parliamo di opzione – o a scadenza lontana?

Di seguito, una panoramica sugli indicatori di volatilità più sceltie più efficaci, con una guida esaustiva al loro utilizzo.