Monthly Archives: novembre 2015

Nuovi massimi per il dollaro, cresce ancora l’attesa per il rialzo tassi Fed Funds

Giornata di attesa sui mercati USA, oggi chiusi per il Thanksgiving. Tuttavia, gli investitori hanno ancora negli occhi la mini-corsa di ieri del dollaro, che come era atteso si è apprezzato ulteriormente superando con facilità i massimi di lunedì e portandosi a un soffio dai massimi assoluti del 2015 toccati a marzo.

Risulta essere di interesse, in proposito, valutare come la salita riscontrata ieri sia stata agevolata anche dai dati macroeconomici di fresca pubblicazione, e in particolare dagli ordini di beni durevoli risultati migliori delle attese, ma solo in piccola parte.

Nuovo rafforzamento della sterlina

Stocastico

La sterlina prosegue nella sua strada di rafforzamento. Una strada che, seppur a ritmo moderato, l’ha condotta ora a crescere sia contro dollaro da 1,51 a 1,52 GBP/USD sia contro euro dove sta consolidando in area 0,69 EUR/GBP.

Il rialzo non sta comunque sorprendendo gli analisti, visto e considerato che una prima anticipazione di quanto poi è avvenuto la si è avuta durante il discorso di Broadbent, vice-governatore BoE responsabile per la politica monetaria. Il vice governatore Broadbent ha detto infatti che bisogna guardare oltre i fattori che ancora deprimono l’inflazione, spiegando che “l’orizzonte sul quale è appropriato riportare l’inflazione a target può variare”.

Tassi Fed, le Borse credono nel rialzo

Strategia Trend Following

L’ultima seduta della scorsa settimana, all’insegna degli acquisti per la maggior parte delle borse europee (e in particolare Piazza Affari), ha dimostrato che le piazze finanziarie credono sempre di più nel pronto incremento dei tassi di interesse di riferimento da parte della Federal Reserve, per una mossa che manca oramai dal 2006.

Il merito è, come intuibile, della diffusione dei dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti. Elementi statistici nettamente migliori delle previsioni, che dimostrano come in ottobre sono stati creati 271 mila nuovi posti nei settori non agricoli (mentre il consenso degli analisti di mercato era fermo a 182 mila), e che il tasso di disoccupazione si è attestato al 5%.