Accordo UE – Regno Unito raggiunto, ecco cosa cambia

L’accordo UE con il Regno Unito è stato finalmente raggiunto, dopo lunghe negoziazioni, passi indietro, improvvise accelerate. Venerdì sera, il vertice UE si è invece concluso con l’approvazione di un’intesa che – sostanzialmente – rafforza lo status di membro speciale del Regno Unito nell’UE, conferendo al governo di Cameron alcuni speciali facoltà. Cameron ha contestualmente annunciato che il referendum sull’accordo si terrà il 23 giugno, confermando che condurrà la campagna a favore della permanenza nell’UE.

Nelle ore precedenti al raggiungimento dell’accordo, la sterlina aveva spinto al rialzo toccando un massimo a 1,4409 GBP/USD (0,7726 EUR/GBP contro euro). Lunedì ha però aperto in calo, scendendo fino in area 1,41 GBP/USD (area 0,78 EUR/GBP contro euro), penalizzata dall’annuncio che il sindaco conservatore di Londra Boris Johnson farà campagna a favore dell’uscita dall’UE.

Insomma, come era lecito attendersi, la campagna elettorale tra i pro e i contro all’accordo sarà molto intensa e gli umori del mercato seguiranno l’evoluzione dei sondaggi elettorali: un nuovo elemento che pone bastoni tra le ruote degli investitori, i quali dovranno fare i conti anche con un altro elemento di forte aleatorietà. Per il futuro a breve termine, la sterlina dovrà valutare una condizione di alta volatilità, con pressioni verso il basso che potrebbero rivelarsi dominanti.

Ma cosa contiene l’accordo siglato tra Regno Unito e UE?

Le voci dell’intesa sono numerose, ma quelle più succose sembrano riguardare la sovranità del Regno Unito e la governance economica. In relazione a quest’ultima, viene ad esempio stabilito che per gli atti legislativi la cui adozione è soggetta al voto di tutti i membri del Consiglio, se almeno un membro del Consiglio che non partecipa all’unione bancaria manifesta l’intenzione motivata di opporsi all’adozione di tale atto, il Consiglio deve discutere la questione e fare tutto il possibile per raggiungere una soluzione soddisfacente che tenga conto delle preoccupazioni manifestate dal membro o dai membri del Consiglio che si oppongono. Resta però esclusa qualsiasi forma di diritto di veto.

Per quanto attiene la sovranità, è riconosciuto al Regno Unito uno status di particolare libertà, con il Paese che non è dunque vincolato a prendere parte a un’ulteriore integrazione politica nell’Unione europea. Nel caso in cui vi sia un “presunto” mancato rispetto del principio di sussidiarietà da parte di un progetto di atto legislativo dell’Unione, i pareri motivati che rappresentino più del 55% dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali possono interrompere l’esame del progetto in questione oppure modificarlo per rispondere alle preoccupazioni espresse nei pareri motivati.

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