Analisi fondamentale: i market mover del mercato azionario

L’analisi fondamentale è un insieme di tecniche che consentono ai trader di interpretare gli eventi esterni in funzione del loro impatto – presunto e stimato – sul mercato. E’ complementare all’analisi tecnica, che analizza i dati provenienti dal mercato per mezzo degli indicatori, ma che manca della vis interpretativa tipica invece della fondamentale.

I market mover differiscano da mercato a mercato. Alcuni asset subiscono una influenza maggiore di alcuni tipi di eventi, altri asset subiscono l’influenza di eventi totalmente diversi. Tra i mercati ancora in auge spicca quello delle azioni. Quali sono i market mover del mercato azionario?

I market mover, a prescindere dal mercato di riferimento, sono classificabili in tre categorie. All’intero di queste categorie, alcuni market mover sono importanti e altri meno. Alcuni agiscono in modo diretto e altri in modo indiretto. Una precisazione: i market mover “azionario” sono meno diretti rispetti ai market mover di altri mercati (es forex e materie prime).

Market mover economici. Questi comprendono i dati sul Pil, sull’inflazione, sul debito pubblico e sul deficit. In genere questi agiscono sulle azioni in modo indiretto, più che altro a livello di sentiment. Anzi, alcune volte non vi è coerenza tra azioni ed economia “reale”. A tal punto che un motivo di odio verso il mondo finanziario è la convenzione – che non raramente si avvera – secondo cui “quando l’economia va male la borsa va bene”. A un livello più generale, però, si può affermare che un crollo degli indicatori genera sfiducia e si ripercuote negativamente sugli indici.

Market mover di politica monetaria. Questi comprendono azioni di politica monetaria, come la modifica dei tassi di interesse o eventuali programmi di acquisto dei bond, ma anche dichiarazioni – in pieno stile forward guidance – del presidente di questa o quella banca centrale. Anche in questo caso l’influsso è indiretto, ma non come i market mover economici. Si segnale, poi, una certa prevedibilità degli effetti. E’ ovvio, per esempio, che se i tassi di interesse vengono abbassati le aziende migliorano le proprie prospettive di finanziamento, e quindi anche il valore delle rispettive azioni tende a salire.

Market mover politici. Sono forse i più importanti. Questi comprendono crisi varie, sconvolgimenti a livello istituzionali o anche semplice interventi del legislatore. Il rapporto tra questi market mover e le aziende che emettono le azioni è sporcato dalla solita diatriba: stato vs impresa. Queste sono suscettibili delle leggi che all’interno di un sistema nazionale regolano i rapporti economici. In genere un mercato del lavoro più libero giova alle imprese e quindi tende a imprimere trend rialzisti agli indici azionari.

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