Bitcoin, come acquistarli

I bitcoin hanno sicuramente passato tempi migliori. Sicuramente, il periodo più esaltante è stato la fine di novembre del 2013, quando la moneta virtuale ha sfiorato i 1000 dollari. Un risultato straordinario, in grado di fare la fortuna di chi solo qualche mese prima gli aveva dato fiducia (a inizio anno non superava i 13).

Poi, qualcosa è cambiato. Certo, quel picco era passeggero, lo si era capito fin dall’inizio. Ma una discesa così consistente non era né prevedibile, né auspicabile. Anche perché a incidere è stata una certa dose di sfurtuna, sebbene i detrattori affermino che i guai del Bitcoin derivino – almeno alla lunga – dalle sue caratteristiche strutturali.

La sfortuna si è tradotta in scandali, tra i quali spicca – in ordine di tempo – l‘attacco hacker a Bitsmap, una sorta di banca del bitcoin. A gennario la piattaforma è stata “bucata” ed ha dovuto subire una sospensione allo scopo di limitare i danni. Di certo non un bel colpo per l’immagine della moneta virtuale.

Ciononostante, i suoi acquirenti sono ancora moltissimi. Ecco una piccola guida all’acquisto.

Se il proprio intento è acquistare bitcoin, il modo migliore è “rivolgersi” a Bitsmap, piattaforma che per la moneta virtuale si comporta come una banca. Il meccanismo con il quale è possibile “pagare” i bitcoin è molto semplice: ci si iscrive nel sito, si produce un bonifico Sepa, si riceve la moneta virtuale.

L’aspetto critico è decidere quando acquistare i bitcoin. Non essendo una valuta con alle spalle una banca centrale che in qualche modo posso influenzarne il valore – e i destini – è tutto in mano al libero mercato. Il risultato? Una estrema volatilità, la quale da un lato pone seri problemi a chi vuole acquistare (perché richiede un’attenzione particolare dal punto di vista della tempistica) ma dall’altro pone in essero possibilità consistenti di speculazione.

Acquistare i bitcoin non è l’unico modo per ottenerli, anzi a dire il vero non è nemmeno il metodo più diffuso. In genere, gli “appassionati” ottengono la moneta virtuale attraverso l’attività di mining. In breve, si tratta di estrapolare il codice che corrisponde a ciascuna unità di valuta. Per farlo è necessario profondere le energie dei propri sistemi di calcolo. Dal momento che i tempi e le risorse per ricavare un solo bitcoin con un solo pc sono troppo lunghi, in genere si formano gruppi di mining: alcune persone si mettono in società, connettono i propri pc e aggiungono potenza di calcolo a potenza di calcolo.

Sia chiaro: è un procedimento legale, suggerito per tra le altre cose dai fondatori della moneta.

Un altro metodo è utilizzare una moneta virtuale universalmente più accettata dalle piattaforme di pagamento più diffuse. E’ possibile infatti prima scambiare i propri dollari con i SLL (Second Life Lindens) su Paypal, e poi scambiare SLL per Bitcoin su WirWox.

Ad ogni modo, Paypal sembra intenzionato ad aprire alla moneta virtuale. Qualche mese fa lo ha fatto, sebbene limitando il servizio ai soli Stati Uniti.

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