Broker Forex, hai fatto la scelta giusta? Ecco qualche dritta

Il primo passo per iniziare a frequentare il forex è scegliere un broker. Questi infatti ricoprono un ruolo essenziale: l’intermediario tra il trader e il mercato “nudo e crudo”. I broker, però, “fanno altro” e, anzi, sono così decisivi da risultare una delle discriminante per una frequentazione proficua – o meno – del mercato valutario.

Scegliere non è emplice. Esistono però dei segnali che aiutano a comprendere la qualità della scelta. Segnali che, come facilmente intuibile, riguardano l’offerta e, più in generale, la qualità del broker. Ecco una lista esausitiva dei segnali.

Presenza dell’esperto. Non tutti i broker offrono al trader la consulenza di un esperto. Anzi, a dire il vero, sono pochi, ecco perché la sua presenza è sinonimo di grande qualità. Il consulente, per inciso, offre consigli e dritte agli investitori.

Interfaccia “amichevole”. Ogni broker offre una piattaforme, ossia un software che permette di tradare in modo semplice. Peccato che per alcuni broker il concetto di semplicità sia abbastanza relativo. Questi, in genere, impongono interfacce molto difficili da comprendere, in cui spesso i contenuto sono organizzati male. Di contro, se l’interfaccia è “friendly” siamo di fronte quasi sicuramente a un buon broker.

Grafici e segnali. Un buon broler non è solamente un intermediario ma è anche un “sostegno” per il trader. Il sostegno si palesa nel momento in cui il broker offre strumenti di analisi tecnica (come la visualizzazione delle medie mobili). Ancora più importante è la presenza dei segnali.

Spread sostenibili. Questa, forse, è la voce più importanti. L’unico metodo con il quale i broker possono guadagnare è appunto lo spread. Questo non può essere alto, perché altrimenti erode quello del trader. Molto spesso si raggiunge un equilibro ma alcuni broker offrono spread bassi. Ovviamente, questi sono da preferire.

Servizio di news. Alcuni broker offrono un servizio di feed. Questi riportono le ultime notizie sul fronte del mercato valutario ma anche sul “mondo esterno”. Non è un particolare di poco conto: le informazioni sono il materiale base per l’analisi fondamentale.

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