Category Archives: Analisi Tecnica

Lo stocastico: guida a un’oscillatore molto usato

Stocastico

L’analisi tecnica si basa sugli oscillatori. Sono delle elaborazioni di dati “di prima mano” ricavati dai grafici che rispondono a un solo scopo: prevedere l’andamento dell’asset. Gli oscillatori forniscono segnali, ma poi la palla passa al trader, che li deve interpretrare e da questa interpretazione deve far procedere la sua strategia.

Gli oscillatori a disposizione degli investitori sono numerosi. Tra quelli più usati spicca lo stocastico.

Che cos’è lo stocastico? Dal punto di vista estetico, si presenta sotto forma di due linee. La prima è composta da una media mobile semplice, la seconda è frutto di un calcolo più complicato.

Questa è la formula che si utilizzare per ricavare la seconda linea.

CHIUSURA- MINIMO/MASSIMO – MINIMO *100

CHIUSURA sta per “prezzo di chiusura dell’ultima sessione”, MINIMO sta per “minimo segnato nell’ultimo frame”, MASSIMO sta per “massimo segnato nell’ultimo frame”.

La linea ricavata con questa formula prende il nome di %K. La media mobile, invece, viene chiamata %D. Le due linee devono avere due cose in comune: il numero dei periodi è il primo, il timeframe è il secondo. Quest’ultimo deve corrispondere a 5, 10 o 15 minuti. Per quanto riguarda i periodi, invece, per convenzione sono 26.

Euro-dollaro: cosa accadrà nei prossimi 12 mesi

Analisi Fondamentale 2015

Parità euro-dollaro: è questa una delle prospettive più probabili per il 2015. Un sogno, per gli europei che esportano. Uno scenario inaspettato, per chi solo un anno fa registrava il picco dell’Eurp/Usd (si puntava dritti all’1,50). Oggi l’euro si scambia a 1,13 e il trend appare come tendente al negativo. Cos’è successo?

Il motivo dell’indebolimento della moneta unica si chiama Mario Draghi. Era un obiettivo del presidente della Bce, allarmato per l’avvento della deflazione, per il credit crunch e la stagnazione. L’unica soluzione, a breve termine almeno, era svalutare. Certamente, è apparso fin dal 2013 come una conditio sine qua non.

La volontà di indebolire l’euro – o semplicemente la macchina che ormai si è messa in moto – giocheranno un ruolo anche nel 2015. Senza contare, poi, che tra pochi giorni partirà il Quantitative Easing, altro “macigno” in grado di influire sul mercato valutario. Ecco le previsioni più probabili (e le conseguenze).

Come costruire una trendline senza errori!

trendline

Come tutti i trader ben sanno, una trendline è una linea retta che permette di comprendere in modo più immediato in che modo si stanno evolvendo i prezzi di un titolo e, complessivamente, quale sia il movimento in tendenza.

Ma come si costruisce senza errori una trendline?

Cerchiamo di condurvi passo dopo passo a questa importante area di conoscenza nell’analisi tecnica.

Forex: la classifica tecniche più redditizie

Le tecniche migliori nel forex

Il forex è un’attività stimolante perché offre il fianco all’utilizzo di un gran numero di tecniche e strategie. C’è per tutti i gusti, per tutti gli stili di trading e per tutti i portafogli (più o meno). La maggioranza però si chiede se esiste una tecnica che, in senso assoluto, può fregiarsi del titolo di “migliore” o “più redditizia”. Non è facile rispondere a questa domanda, soprattutto per via dell’eterogeneità del contesto citata in precedenza.

Di seguito, cercheremo innanzitutto di capire se sia possibile elevare a “miglior tecnica” una tra quelle più famose e utilizzate. Successivamente, illustreremo pregi e difetti, o semplici criticità, di ognuna. E infine, pur con tutte le specificazioni del caso, stileremo una classifica. Un elemento va però tenuto a mente: tutte le tecniche che verranno trattate sono valide – ovviamente se ben realizzate e se sono accompagnate da importanti capacità di interpretazioni degli indicatori.

Clandestick: le configurazioni più importanti

Clandestick, le configurazioni

Il grafico a candlestick è lo strumento migliore per comprendere in che situazione versa il mercato e redigere strategie vincenti. Un processo, questo – studio più strategia – che tutti i trader devono seguire se vogliono frequentare il mercato delle valute con profitto. L’idea che per guadagnare nel forex sia sufficiente il coraggio e l’inventiva è profondamente sbagliata. Osservare, interpretare, pianificare: sono questi i tre pilastri.

Da questo punto di vista, le candlestick rappresentano l’ideale. Permettono di assorbire un numero altissimo di informazioni e di farlo in un tempo minimo: sono facili da leggere e, fino a un certo livello, persino intuitive.

Le candlestick “reagiscono” esteticamente a quello che accade nel mercato. Ossia assumono diverse “configurazioni” coerentemente con l’andamento dell’asset. Conoscere il signficato di queste figure che si vengono a creare vuol dire abbreviare il lavoro di interpretazione. Sono semplicemente esplicativi di ciò che “si dovrebbe fare”.

Di seguito, una panoramica sulle configurazioni candlestick più importanti.

L’importanza della bilancia dei pagamenti nel forex

bilancia dei pagamenti

La bilancia dei pagamenti è uno dei market mover più importanti nel forex. E’ quindi una “voce” in grado di spostare gli equilibri tra le valute.

Ciò risulta evidentemente soprattutto in occasione della diffusione di dati e numeri riguardati proprio questo argomento. I trader reagiscono, dunque c’è una componente “sentiment”, ma alla base di queste reazioni c’è un pensiero razionale: gli investitori si muovono in un senso piuttosto che in un altro perché sanno, che sulla scorta di una bilancia commerciale in positivo piuttosto che in negativo, accadranno “alcune cose”.

Di seguito, una panoramica sul rapporto tra bilancia dei pagamenti e forex. La questione va afffrontata con due approcci: il primo puramente tecnico, il secondo più astratto. In quest’ultimo caso, ovviamente, il principio sovrano è quella della “fiducia dei mercati”. D’altronde, non sempre i trader si comportano in modo razionale. A pesare sulle capacità di ognuno di mantenere la propria lucidità, la consapevolezza di poter perdere grosse cifre di denaro.

Cosa sono gli spread nel forex?

spread forex

Cerchiamo di capire cosa sia e come funziona lo spread nel forex

Quello di spread è un concetto ricorrente nel forex. Anzi, è proprio tra i termini base, quelli che non dovrebbero assolutamente mancare nel vocabolario di un trader. Se non si conosce il significato di questa parola, è impossibile pianificare alcunché e persino avere un prospetto del possibile guadagno.

Lo spread nel forex è qualcosa di molto diverso dello spread “conosciuto” ai più. Dimenticate il debito, e quindi il differenziale tra gli interessi dei titoli decennali italiani e gli interessi di quelli tedeschi. Non c’entra proprio niente. Certo, anche nel caso del forex si parla di differenza, ma tra “domanda” e “offerta”, oppure tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita.

Lo spread nel forex è proprio questo: la differenza tra il valore con il quale si acquista una valuta e il valore con il quale la si vende una coppia di valute. Il vero è qui impersonale, ma ad acquistare e vendere è il broker, non l’investitore. Per questo motivo, i broker vengono chiamati market maker, ossia creano fittiziamente un mercato (semplicemente esprimono una domanda e un’offerta) allo scopo di dare copertura a tutti gli ordini dei trader.

Euro-dollaro ai minimi da un anno, e intanto la Merkel bacchetta Draghi

Euro-dollaro interviene la Merkel

L’euro-dollaro continua la sua discesa, che, seppur lenta, appare inesorabile. Almeno fino a quando – se ciò mai accadrà – Draghi sorprenderà il mercato rivelando che in pentola non bolle nessuna politica monetaria ultra-espansiva, men che meno il Quantitative Easing. Si tratterebbe di una notizia in grado di invertire la rotta che l’Eur/Usd sta prendendo, ma anche di smentire clamorosamente quanto il banchiere italiano ha annunciato – implicitamente, sia chiaro – in occasione del forum delle banche centrali.

L’ostacolo più grande da superare è il niet tedesco. La Merkel ha dimostrato di non aver affatto gradito le affermazioni di Draghi. Si vocifera, infatti, di una telefonata del cancelliere tedesco al numero uno della Bce, nel corso della quale avrebbe chiesto spiegazioni sul Quantitative Easing. “Non si può spendere più di così” avrebbe detto la Merkel. In tutta risposta, Draghi avrebbe parlato della necessità di far ripartire la crescita.

Nonostante questo retroscena, che sicuramente allontana – ma fino a un certo punto – le speranza di vedere la “stampa di moneta” anche in Europa, i mercati stanno ancora agendo come il nuovo corso della Bce fosse imminente. Il risultato è un deprezzamento intenso, ma allo stesso tempo equilibrato, dell’euro sul dollaro.

Euro-dollaro: l’impatto dei dati sulla deflazione

Il forex e la psicologia

L’Europa sta scivolando lentamente ma inesorabilmente verso la deflazione. L’indice dei prezzi al consumo si sta infatti contraendo, su base annua, mese dopo mese. A luglio aveva fatto segnare un allarmante +0,4%, mentre ad agosto – sono dati di oggi – l’aumento è solo dello 0,3%. Questi differenziali sono molto lontani dall’obiettivo dichiarato della Bce (2%) e promettono una ulteriore compromissione della salute economica dell’eurozona.

Alcuni paesi, poi, sono entrati ufficialmente in deflazione. Tra questi spicca proprio l’Italia, che fa registrate il suo primo segno meno da oltre mezzo secolo. L’indice dei prezzi al consumo ad agosto ha fatto segnare un clamoroso -0,1%. Non accadeva dal 1959, ma a quel tempo si era in pieno boom economico e la contrazione dei prezzi era visto come un evento fisiologico e anzi in grado di fare maggiore equilibrio alla crescita.

Le conseguenze per l’economia rischiano di essere enormi. Non a caso si pensa che questi numeri stiano avvicinando la Bce all’introduzione del Quantitative Easing. Se il valore della moneta sale, l’unico provvedimento in grado di rappresentare uno shock sufficiente è proprio l’immisione di liquidità nel sistema reale. Questa aspettative, di fatto, sta influenzando fortemente il mercato valutario e in particolare il cambio euro-dollaro.

Quantitative Easing europeo, conseguenze nel forex

Quantitative Easing e forex

Le dichiarazioni di Mario Draghi al Jackson Hole (forum delle banche centrali) hanno aperto un mondo. Per la precisione, il “mondo” delle politiche monetarie ultra-espansiva, considerato come una sorta di tabù nel Vecchio Continente. A mali estremi estremi rimedi, recita il detto, dunque è tempo anche per la Bce di pensare alla classica “stampa di moneta“.

Certo, i riferimenti sono stati impliciti, ma tutti hanno compreso che dietro il termine “misure non convenzionali” altro non si cela che il Quantitative Easing. Sicuramente i mercati hanno inteso in questo modo, e infatti si sono registrati impatti un po’ in tutti i segmenti. Persino nel forex, in cui ha stupito il crollo dell’euro-dollaro a 1,3185, ai minimi da circa un anno.

Insomma, sembra che si sia inaugurato una sorta di cambio di passo. Ma è veramente così? Ecco tutte le conseguenze che un ipotetico Quantitative Easing in salsa europea potrebbe generare nel forex.