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Forex: cosa si intende per momentum

Momentum

I trader di forex (come qualsiasi altro tipo di trading) hanno un alleato fondamentale: l’analisi tecnica. Per analisi tecnica si intende lo studio e l’interpretazione degli indicatori. Questi possono essere definiti come elaborazioni di dati grezzi in grado di suggerire, sulla scorta di particolari modelli, la direzione in cui sta andando il mercato. La definizione di momentum si inserisce esattamente in questo scenario.

Per momentum si indica la forza di un determinato trend. Riuscire a comprenderne l’entità è essenziale, visto che questa determina la gamma di azioni che un trader può intraprendere – o è bene che intraprenda. Un trend forte suggerisce delle azioni, un trend debole suggerisce azioni totalmente diverse. E’ molto difficile, se non impossibile, stabilire il momentum a occhio nudo, o semplicemente osservando il grafico.

Funzionali alla comprensione del momentum sono gli indicatori… Di momentum. Indicatori che forniscono segnali sulla forza del trend. Ne esistono molti, lo scopo è sempre lo stesso ma i metodi (e con esse le riserve che suscitano) differiscono parecchio. Tra questi spiccano indicatori molto popolari, come lo stocastico e l’RSI.

Deposito e prelievo: le regole dei broker

Broker, quello giusto

Si fa un gran parlare dell’affidabilità dei broker. E’ uno degli argomenti preferiti di chi critica l’universo del trading: internet pullula di storie in cui i trader sono stati truffati proprio dai broker. Le truffe hanno come protagonisti proprio le attività di deposito e prelievo, che dunque toccano un nerbo scoperto delle tante conversazioni sul trading.

Per capire se un broker è affidabile o meno, quindi, è necessario essere consapevoli della forma corretta in cui deposito e prelievo devono essere declinati. E’, per esempio, irrealistico e ingeneroso pretendere che un prelievo venga realizzato in poche ore.

Un altro passo è comprendere cosa si intenda, in verità, per deposito e prelievo.

Si effettua un deposito quando si aggiunge capitale sul proprio conto di trading. Importantissimo è il concetto di deposito minimo, ossia la cifra che deve essere obbligatoriamente versata per poter aprire un conto. Le promozioni dei broker consistono proprio in depositi minimi particolarmente bassi, che sono attraenti per la massa. Spesso, poi, sono accompagnati da bonus di omaggio, che vengono espressi in percentuale proprio sui depositi minimi.

Trading: banche al posto dei broker, convengono veramente?

Banche come broker

Molti evitano di avvicinarsi al mondo del trading per la paura di venire truffati. Alla diffusione di questo timore contribuisce la fama, certo non positiva, dei broker intesi come categoria. Questi vengono considerati generalmente poco affidabili, quindi da tenere alla larga.

Si tratta di un timore parzialmente infondati, dal momento che è possibile verificare la qualità degli intermediari semplicemente informandosi sulla licenza e sull’ente che l’ha erogata. Per inciso, gli enti più affidabili a livello internazionale sono la FCA e la CySec (per l’Italia è la Consob).

Ad ogni modo, c’è una possibilità di tagliare la testa al toro, ossia affidarsi direttamente a delle banche. Può sembrare strano che un istituto bancario si dedichi ad attività “borderline” come il trading ma servizi di questo tipo sono molto frequenti. La domanda che a questo punto sorge spontanea é: conviene di più tradare attraverso i broker propriamente detti o per mezzo delle banche? Ecco le differenze maggiori in termini di approccio e costi.

Strategia del Trend Following: come utilizzarla al meglio

Strategia Trend Following

Tra le strategie di trading più utilizzate spicca quella del Trend Following. In verità non si tratta di una strategia, ma piuttosto di un approccio che comprende varie metodologie. Il principio di base, comunque, è molto intuitivo ed è riassumibile con l’espressione “il trend è tuo amico”. In effetti, nella maggior parte dei casi è proprio così. A seguire il trend si sta al sicuro, il più delle volte. Certo, sfruttare la volatilità e lavorare di scalping può essere molto più remunerativa ma è assai più difficile e stressante. Non stupisce quindi il tasso di utilizzato delle strategie Trend Following.

Si definisce Trend Following una strategia che cerca di sfruttare il trend in atto e che prevede: 1) l’esecuzione di ordini che non implichino la presenza di rotture o inversioni; 2) l’utilizzo di indicatori di analisi tecnica specializzati nell’informare sulla forza del trend in atto o almeno della sua presenza. Queste sono le uniche due caratteristiche che ricorrono nelle strategie Trend Following ma sono più che sufficienti per escludere un vasto campionario di approcchi, come quelli che sfruttano gli effetti di rimbalzo, il trading veloce, o le semplici inversioni.

Stocastico ed RSI: come si utilizzano in maniera combinata

Stocastico

Lo stocastico e l’RSI sono due indicatori che vengono spesso utilizzati separatamente. Possono però essere utilizzato in modo combinati, in modo da formare una sorta di “super indicatore”, la cui efficacia può essere considerata una garanzia. Questo oscillatore è apprezzato perché supera i limiti dell’RSI. Quest’ultimo infatti fornisce un’idea della forza del trend in un determinato momento, ma grazie al contributo dello stocastico riesce a fornire queste informazione in un range prolungato di “n” periodi. Da questa combinazione scaturiscono molti segnali in grado di orientare le scelte strategiche dei trader.

La formula, come al solito, è molto complicato ma ciò non deve preoccupare: la sua esecuzione è deputata alla piattaforma, mentre al trader rimane la parte interpretativa. A volte, nemmeno quella, se si  è deciso di acquistare i segnali. La scelta più giusta è comunque quella di tentare una interpretazione, dal momento che – in quel caso – sarebbe di prima mano e quindi più efficace.

Programma fedeltà: quale broker propone l’offerta migliore?

XM programma fedeltà

Il panorama dei broker è ormai saturo. L’offerta è sterminata e, quel che è peggio, tenda a essere omoegena. Insomma, i vari broker tendono gli stessi servizi e gli stessi costi. Eppure qualche elemento di differenziazione c’è. In genere questi elementi riguardano le promozioni. Per distinguersi gli uni dagli altri, i broker sono costretti a proporre offerte di vario tipo, in genere di natura prettamente economica. Da questo punto di vista, spicca un broker in particolare: XM.com.

Cosa offre XM.com? In breve, un programma di fedeltà molto complesso. Una sorta di raccolta punti che però pone in essere una concretizzazione concreta: l’aumento di capitale. Il sistema, inoltre, risulta molto accessibile e facile da comprendere. Sia chiaro, non si guadagnano i milioni, ma è comunque un buon punto di partenza sia per il morale che per il proprio portafogli. Ecco in che cosa consiste il programma fedeltà di Xm.com.

Risk management, differenze tra azioni, opzioni binarie e forex

Il risk management è un’attività essenziale per i trader. E’ una di quelle che caratterizzano la pratica dell’investimento e in qualche maniera la responsabilizzano. Gestire il rischio, infatti, vuol dire gestire il capitale. Il problema è che le dinamiche cambiano da settore a settore e da asset ad asset.

Ci sono differenze sostanziali tra il risk management nelle azioni e quello nelle opzioni binarie e nel forex. Ecco quali.

Le azioni. Le dinamiche del risk management dipendono dalle dinamiche che regolano la gestione del profitto. Per quanto riguarda il mercato azionario, tutto ruota attorno alla compravendita. Il rischio più grande è quindi quello di veder dissipato il proprio investimento, il che vuol dire semplicemente che le azioni in nostro possesso perdono il proprio valore. Il risk management, dunque, consiste in questo in un lavoro di analisi, che può essere tecnica piuttosto che fondamentale. Il trader è chiamato a prevedere quando l’asset in suo possesso sta per affrontare un trend ribassista e quando sta per affrontare un trend ribassista.

Fibonacci Fan Line: una guida esaustiva

Fibonacci Fan Line: una guida

Come può un personaggio vissuto otto secoli fa avere voce in capitolo sul forex? Può sembrare strano, ma si deve a un matematico medievale la creazione di importanti strumenti dell’analisi tecnica. O meglio, ciò si deve a una sua scoperta. Lo scienziato in questo è Leonardo Fibonacci, matematico vissuto a cavallo tra il XII e il XIII secolo, mentre l’invenzione è la serie di Fibonacci. Questa è una successione di numeri che riflette il comportamento, o per meglio dire la naturale evoluzione, della maggior parte dell’esistente. E visto che tra l’esistente figurano anche gli asset, molto tempo più tardi alcuni trader “pionieri” hanno basato su questa serie lo studio degli andamenti e il proprio lavoro di analisi tecnica.

Il risultato è una discreta gamma di indicatori che utilizzano, in un modo o nell’altro, la serie di Fibonacci. Tra questi spicca la Fibonacci Fan Line, che però è veramente efficace solo in certe situazioni.

Grafico a linea e grafico a barre: ecco quando sono veramente utili

Grafico a linea

Nel forex impera il grafico a candele (o candlestick o a candele giapponesi). E’ infatti, da un certo punto di vista, il meglio con cui si possa tradare. E’ abbastanza facile e intuitivo da interpretare, fornisce tutte le informazioni necessarie per l’analisi tecnica, è – insomma – quello più utilizzato in assoluto.

Eppure, prima che facesse la sua comparsa, erano utilizzati il grafico a linea e il grafico a barra. Obsoleti, secondo gli amanti del candlestick, ma è innegabile che il forex all’epoca “funzionasse” anche a quell’epoca. Vuol dire che non sono proprio da buttare. In verità, ci sono alcune situazioni in cui è utile fare uso dei due vecchi tipi di grafico. Non che superino in efficacia il candlestick, ma fanno comunque il loro lavoro.

Ecco in quali situazioni il grafico a linea e il grafico a barre rappresentano ancora una valida alternativa. Prima, però, ricapitaliamo in che cosa consistono.

Forex 2015, il destino delle valute esotiche

Valute esotiche nel 2015

Questo 2015 si è annunciato come un anno di cambiamenti, sia dal punto di vista politico che economico. Non è una esagerazione: nei primi due mesi solo l’Europa ha vista la vittoria di una forza di sinistra anti-austerity in Grecia e l’introduzione del Quantitative Easing nel Vecchio Continente.

Ovviamente, non tutti i cambiamenti saranno positivi e, soprattutto, non tutti saranno in qualche maniera prevedibili o gestibili. A farne le spese l’economia, la finanza e, in ultima analisi, il forex, con un occhio di riguardo alle valute esotiche, generalmente ritenute le più “indifese”.

Il pensiero va ovviamente a quanto accaduto un anno fa circa, quando la rinuncia del Tapering da parte degli Stati Uniti gettò i paesi emergenti in una pesantissima clisi inflattiva. Cosa accadrà nei prossimi mesi? Di seguito, un focus sul destino a cui andranno incontro le valute esotiche nel 2015.