Che cosa sono i pip nel forex

Conoscere la terminologia del forex è propedeutico a qualsiasi attività nel mercato valutario. Spesso, però, il trader principiante – o gli aspiranti investitori – si trovano davanti a un linguaggio ostico, ricco di termini lessicali specialistici. Persino leggere la più semplice delle guide può risultare impossibile, con tutto ciò che di negativo consegue per la formazione dell’inesperto trader.

La buona notizia è che, nella maggioranza dei casi, dietro a nomi di origine anglosassone e dal significato in apparenza inarrivabile, si celano dei concetti davvero banali, per nulla difficili da comprendere. Questa caratteristica vale per tutti i termini base, un po’ meno per quelli che sottintendono strategie particolari e situazioni tipiche del trading avanzato.

L’esempio più lampante di come un nome “ostico” celi invece un significato facile da comprendere è il termine “pip“. Di seguito, una piccola guida per capire cosa si intenda realmente per pip e in quali frangenti è possibile incontrare questo concetto.

La definizione di pip nel forex

Cercate il significato di pip? Ebbene, se considerate il vocabolario inglese-italiano un alleato infallibile, sarete costretti a cambiare idea, almeno limitatamente a questo caso. La verità è che cercare il significato di questa parole come se si trattare di una parola qualunque della lingua corrente è il miglior modo per confondersi (o più semplicemente di non capirci nulla). Questo perché, in fin dei conti, a risultare non è la parola in sé, ma il processo di slittamento del significato che ha portato un sostantivo comune a diventare un termine specialistico.

Pip in inglese vuol dire “letteralmente” un sacco di cose. Può voler dire “malessere” o “malumore” e in entrambi i casi non ci si avvicina nemmeno alla lontana al significato che assume nel forex. Può vuol dire dire “semino”, e forse ci siamo. Tuttavia, tra i tanti significati che questa parola assume, l’unico vicino a ciò che stiamo cercando è “puntino”.

La definizione di “puntino” e quella di “pip nel forex” hanno in comune un particolare, quello di essere “la cosa più piccola che c’è”. Nel caso del puntino, non esiste nessuna porzione di piano inferire a esso. Nel caso del forex, non esiste valore più basso in una coppia di valute.

Il pip, come avrete capito, è una unità di misura.

Nello specifico, il pip misura il valore di una valuta rispetto a un’altra, ed è l’unità di misura più piccola. Quindi, un pip corrisponde alla più piccola variazione che può coinvolgere una coppia. Ovviamente, è un decimale, ma non è sempre lo stesso decimale. Dipende dal valore della coppia.

Ecco un esempio. Si afferma che il valore dell’Eur/Usd è di 1,3185. Il pip, in questo caso, consiste in 0,0001. Se si afferma, invece, che il valore della coppia Eur/Yen è 146,451, allora il pip consisterà in 0,001.

Di conseguenza, dire che l’Eur/Usd è aumentato di 1 pip, vuol dire che la coppia in questione è aumentata di 0,0001; mentre dire che l’Eur/Yen è aumentato di 1 pip, vuol dire che questa coppia è umentata di 0,001.

Dove si incontra il pip

I due principali concetti che si basano sul pip sono quello di lotto e quello di spread.

Lotto. Ad ogni lotto, corrisponde un valore di pip. Se il lotto è in dollari, e si utilizza per aprire una posizione Eur/Usd, una variazione di pip genera un profitto (o una perdita) equivalente all’entita del lotto per il valore di un pip relativo alla coppia di riferimento. Esempio: per un lotto di 100.000 dollari, la variazione di un pip muove 10 dollari (100.000 x 0,0001).

Spread. Lo spread è il guadagno che il market maker (cioè il broker)  guadagna quando il trader apre una posizione. Il market mover assegna uno spread ad ogni coppia. Lo spread è in genere di una manciata di pip: è il prezzo che l’investitore paga per poter tradare.

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