Chi sono i “paperoni” del mondo? Scopriamolo insieme!

Ogni tanto, giusto per avere una visuale dell’intorno, è giusto deviare l’attenzione dalle questioni tecniche di borsa, dai fondamentali economici, dalle strategie di trading. In fondo, tutto, come le parti fanno l’insieme, contribuisce a delineare la nostra visione dominante dell’economia, il che non esclude paradigmi alternativi.

La passione “politica” è genericamente fuori dalla finanza e non del tutto dal discorso economico, in quanto le preferenze di politica economica e sociale descrivono un sistema concettuale di pensiero che poi ogni economista, avvezzo alle sistematizzazioni, provvede ad associare al pensiero più affine (i keynesiani, i monetaristi, i marxisti…).

Chi sono i paperoni del mondo? Anche una semplice domanda del genere, dà per presupposto una concezione di pensiero, forse moderna, che punta ad un certo schema di filosofia economica.

 Si può affermare che ci siamo molto allontanati dai classici dell’economia ed abbiamo costruito, prendendo spunto dall’empirismo e dal modo universale di concepire la scienza fatta economia (cultura anglosassone o “americaneggiante”), un nostro universo dell’economico. Il socialismo è diventata la nostra bandiera intenzionalmente non utopica e la libertà ha assunto il velo dell’unità. Ammettiamo che qualcuno possa essere più ricco di noi così come diamo spazio e libertà ad ognuno di gestire la ricchezza come meglio crede, anche per finalità sociali.

Chi sono i paperoni del mondo? Una domanda banale, potrebbe sembrare gossip, ma alcuni esperti di trading amano giocare anche con le piccole “pulci” nell’orecchio per cogliere l’economia che ci circonda.

I mega-miliardari (“paperoni”) sono a Londra

In lizza, ci sono in graduatoria, adottando il criterio della residenza (e non della nazionalità), così come pubblicato dal Sunday Times, Londra, Mosca e New York.

Spesso i mega-miliardari prendono residenza in un paese diverso da quello originario. A Londra ciò è avvenuto per più della metà. Vi sono 104 mega-miliardari in tutta la Gran Bretagna, di cui 72 (e più della metà di nazionalità non britannica) hanno preferito Londra.

I “paperoni”, quindi, uniscono l’utile al dilettevole scegliendo la meta dei loro desideri.

Emergono in cima alla classifica gli indiani, dato che potrebbe sorprendere i più, non affatto meravigliati dai russi nella classifica. Gli italiani, quindi, non sono, banalmente, tra i più ricchi del mondo.

Si sa, tale rilevazioni hanno sempre il carattere della provvisorietà, in quanto non sempre vi è trasparenza totale nei rapporti con le istituzioni ed ognuno tutela la sua privacy, come meglio ha diritto. Ultima “bomba” mediatica è quella dei Take That, non primi tra i divi dello spettacolo che avrebbero (ma lo stabilirà meglio l’eventuale ricorso in giudizio) evaso il fisco.

Stiamo passando dal “gossip” (i “paperoni”) ad un sentiero minato. Quindi ci fermiamo qui, prendendo il tutto con una ventata di allegria.

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