Come costruire una trendline senza errori!

Come tutti i trader ben sanno, una trendline è una linea retta che permette di comprendere in modo più immediato in che modo si stanno evolvendo i prezzi di un titolo e, complessivamente, quale sia il movimento in tendenza.

Ma come si costruisce senza errori una trendline?

Cerchiamo di condurvi passo dopo passo a questa importante area di conoscenza nell’analisi tecnica.

Dove costruire una trendline

In primo luogo, ricordiamo che la trendline rialzista va tracciata al di sotto delle barre di prezzo, mentre una trendline ribassista dovrà essere tracciata al di sopra delle stesse. Il motivo è semplice: nel caso della trendline rialzista il tracciare la linea al di sotto delle barre di prezzo permetterà di unire o intercettare il maggior numero di punti di minimo relativo o, per lo meno, quelli che potrebbero essere considerabili come i più significativi; nel caso della trendline ribassista, invece, tracciare la linea al di sopra delle barre di prezzo permetterà di unire o di intercettare il maggior numero possibile di massimi relativi, o per lo meno quelli che il trader considera come più significativi.

Come costruire una trendline

Sancito quanto sopra, compiamo un ulteriore passo in avanti: chiarire che la trendline non è fissa e immutabile, ma dovrebbe essere concepita quanto più dinamicamente possibile. In altre parole, la trendline non è “per sempre”, ma va aggiornata giorno dopo giorno, nelle ipotesi di mutazioni delle entità dei trend, aggiornando quindi l’inclinazione di salita o di discesa dei prezzi.

Non solo: il tracciamento della trendline è parte integrante di un processo soggettivo, come la maggior parte delle cose che accadono all’interno del Forex. Pertanto, ogni analista è più o meno libero di disegnare una linea retta dove preferisce, purchè in tale azione riesca a descrivere nel migliore dei modi il trend sottostante sulla base dei criteri prescelti.

Ne consegue anche un altro aspetto: è praticamente impossibile cercare di incontrare delle linee “impeccabili”, che uniscano tutti i punti di massimo o di minimo. Incontreremo invece, nella nostra esperienza quotidiana, trendline che puntano ad avvicinarsi il più possibile a una linea perfetta, discostandosi più o meno significativamente dalle barre dei prezzi e che, in alcuni casi, sono invece temporaneamente violate dall’oscillazione delle quotazioni.

Insomma, alla comune domanda su come sia possibile ottenere una trendline, la risposta è: non esiste un metodo preciso e sempre valido. I segnali tecnici generati dai vari indicatori sono infatti molto soggettivi, e pertanto anche le trendline non possono che “incorporare” tale margine di aleatorietà e di incertezza. È in quindi in capo al trader l’onore e l’onere di scegliere quanti e quali (e quando!) punti utilizzare per disegnare la linea.

Fate una piccola prova: chiedete ad altre due amici trader di disegnare una trendline relativamente a uno stesso titolo e a uno stesso frangente temporale. Scommettiamo che difficilmente riuscirete a disegnare tre trendline perfettamente coincidenti. Alcuni trader preferiscono ad esempio collegare solamente i prezzi di chiusura. Altri preferiscono invece connettere i massimi (o i minimi).

In linea di massima, tuttavia, cercate di aumentare – ove possibile – il numero di punti connessi con la trendline. Generalmente, più sono i punti di massimo, minimo, apertura e chiusura toccati dalla vostra trendline, e maggiore sarà anche la forza della linea di tendenza.

E voi che ne pensate? Come realizzate le vostre trendline?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *