Come diventare trader vincenti. Lo strano consiglio di Davide Biocchi

Come diventare trader vincenti e guadagnare un sacco di soldi? E’ la classica domanda da un milione di dollari.

Certo, le sirene per gli aspiranti trader sono tante e quasi tutte pericolose. Ci sono le sirene dei messaggi pubblicitari, che promettono guadagni lauti in poco tempo, e ci sono le sirene dei broker, che promettono dei corsi intensivi.

I consigli sono ben accetti, soprattutto se provengono da trader di successo e specie se sono consigli “strani”, di quelli che non si ascoltano tutti i giorni.

E’ questo il caso di Davide Biocchi, investitore di acclarata fama, uomo di punta della società Directa. E’ stato intervistato da Il Sole 24 Ore e ha illustrato la sua visione circa il percorso che porta un trader normale a rappresentare un’assoluta eccezione sul campo.

La sua visione è inusuale e le sue parole rischiano seriamente di contraddire le convinzioni del senso comune. Insomma, è un punto di vista diverso e per questo motivo degno di essere indagato a fondo.

Per Biocchi è senz’altro importante studiare e fare esperienza. Anzi, lo dà proprio per scontato, come se fosse una sorta di conditio sine qua non. Ma, in quanto tale, il fattore studio-esperienza non può rappresentare il quid in grado di far compiere al trader il salto di qualità. Per emergere dalla massa serve qualcos’alto. Serve, nello specifico, l’intuito.

Esatto, l’intuito. I trader perdono anni a convincersi che la razionale nel trading online è tutto e Biocchi tesse le lodi dell’intuizione. Il suo ragionamento, però, non fa una piega.

Secondo lui, il mercato è così imprevedibile perché gli investitori sono esseri deboli e, in quanto tali, preda di emozioni forti e potenzialmente irrazionali: panico, paura, cieco entusiasmo. Quando queste componenti entrano in gioco, non c’è analisi tecnica che tenga.

Il compito del buon trader è quello di intuire quando un sommovimento emotivo sta per sconvolgere il mercato e agire un attimo prima degli altri. E’ questo a fare la differenza.

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