Cosa sono gli spread nel forex?

Cerchiamo di capire cosa sia e come funziona lo spread nel forex

Quello di spread è un concetto ricorrente nel forex. Anzi, è proprio tra i termini base, quelli che non dovrebbero assolutamente mancare nel vocabolario di un trader. Se non si conosce il significato di questa parola, è impossibile pianificare alcunché e persino avere un prospetto del possibile guadagno.

Lo spread nel forex è qualcosa di molto diverso dello spread “conosciuto” ai più. Dimenticate il debito, e quindi il differenziale tra gli interessi dei titoli decennali italiani e gli interessi di quelli tedeschi. Non c’entra proprio niente. Certo, anche nel caso del forex si parla di differenza, ma tra “domanda” e “offerta”, oppure tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita.

Lo spread nel forex è proprio questo: la differenza tra il valore con il quale si acquista una valuta e il valore con il quale la si vende una coppia di valute. Il vero è qui impersonale, ma ad acquistare e vendere è il broker, non l’investitore. Per questo motivo, i broker vengono chiamati market maker, ossia creano fittiziamente un mercato (semplicemente esprimono una domanda e un’offerta) allo scopo di dare copertura a tutti gli ordini dei trader.

Gli spread si misurano in pip (abbiamo visto cosa sono i pip), che rappresentano, in verità, l’unità di misura per ogni grandezza che riguardi il valore della coppia. Una particolarità è rappresentato dal fatto che lo spread non è mai reale, non corrisponde mai alla situazione di mercato. E’ di fatti, una “cresta”. Legittima, sia chiaro: è la remunerazione che i broker trattengono per sé.

Questo significa che tra il prezzo buy (prezzo di acquisto) e il prezzo sell (prezzo di vendita), ci sarà sempre una differenza di alcuni pips. Questa differenza consiste nel guadagno del broker. Vediamo un esempio.

Come vedete, per la coppia EUR/USD (in questo esempio), lo spread è di 2.1 pip. Il prezzo buy è maggiore di 2.1 pip rispetto al prezzo sell. Ciò vuol dire che se in questo momento acquistate la coppia EUR/USD il prezzo è 1.35428, se decidete di vendere il prezzo è di 1.36407.

spread pip

Spread o non spread

In verità, lo spread non è un elemento obbligatorio. Anzi, ci sono casi in cui non è importante comprare o non compare. Ciò accade quando il trader utilizza piattaforme ECN, che presuppongono l’azione nel mercato vero e proprio, quindi senza intermediari o market maker di sorta. Il broker guadagna sulle commisioni e non sugli spread, che quindi risultano assenti.

Va specificato una caratteristica degli ECN: sono rari. O meglio, sono spesso appannaggio dei trader esperti o degli investitori istituzionali.

La variabilità dello spread

Lo spread può essere fisso o variabile. La ragione d’essere dell’alternativa “fisso” è rappresentata dall’estrema variabilità dello spread.

Un primo motivo di variabilità è dato dalla coppia. Alcune coppie impongono spread più alti. In genere, più alti sono i volumi legati a una coppia, minore è lo spread. Per fare un esempio, l’Eur/Usd richiede pochi pip, mentre coppe con valute esoticche spesso superano i 3-4 pip. Molto intuitivamente, il broker market maker è chiamato a uno sforzo più intenso se il cross è poco frequentato.

Un altro motivo di variabilità è dato dalle caratteristiche del broker. Se è caro, lo spread sarà alto. In estrema sintesi, lo spread è deciso dai broker. Questo è un criterio che viene utilizzato tipicamente per scegliere un broker piuttosto che un altro. Non si tratta di una scelta facile, anche perché, se lo spread è alto, il guadagno del trader rischia di erodersi oltre le previsioni, fino a rendere inutile una frequentazione – anche teoricamente proficua – del forex.

Ciò pone in essere delle dinamiche spiecevoli. Dinamiche che evidenziano la contrapposizione tra broker e investitore.

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