Cosa sono Lotti, Minilotti, Microlotti nel forex

Il concetto di “lotto” non può prescindere da quello di broker. Il lotto viene utilizzato solo da chi trada con broker afferenti a una certa categoria, quella dei “market maker”.

Un broker di questo tipo, come si evince dal nome, “crea il mercato”, ossia realizza la copertura necessaria all’operazione scelta dal trader.

Nel mercato reale, ad una operazione deve corrispondere un’altra uguale e contraria realizzata da un secondo trader. Diversamente, non ci può essere trade. Il broker market maker, apre le posizione necessarie a quelle dei clienti.

Lo strumento per mezzo del quale tutto ciò può verificarsi è proprio il lotto e, di conseguenza, anche il microlotto e il minilotto. Il risvolto più importante della questione è il legame tra questo concetto e altri concetti essenziali per riuscire a frequentare il mercatto valutario con profitto.

Uno di questi è la leva finanziaria, che appunto permette di muovere lotti di grandi dimensioni anche quando si ha poca diponibilità economica.

 Definizione di lotti, minilotti e microlotti

Il lotto è sostanzialmente un contratto stipulato tra il trader (cliente) e il broker (intermediario market maker). Quando un investitore apre una posizione di 100.000 euro, signfica che sta impegnando il broker a “commerciare” per conto nostro entità determinate di valuta.

Un lotto vale 100.000 unità di valuta. Se si fa trading in euro, dunque, un lotto corrisponde a 100.000 euro. Una cifra enorme, che ben pochi possono rischiare per  il trading. Ovviamente, alcuni soggetti investono molto di più, ma si tratta principalmente di attori istituzionali come le banche (anche quelle centrali). Esistono però delle versioni alla portata dei “privati”. Alla luce di questa differenziazione, il lotto fino a qui descritto è chiamato anche “standard”.

La prima “declinazione” corrisponde al minilotto. Questi non è altro che uno standard dalle dimensioni ridotte, nello specifico a 10.000 euro. Lo stesso procedimento vale per il microlotto, che come si intuisce dal nome si differenzia perché è ancora più “piccolo” e consiste in un contratto di 1.000 euro.

L’entità del lotto (standard, mini o micro che sia), insieme al concetto di pip, determina i guadagni – o le perdite – del trader. In estrema sintesi, il guadagno o le perdite dipendono dal numero di pip mossi, e a sua volta il valore del pip viene influenzato dalle dimensioni del lotto e dalla coppia di valuta sulla quale si è puntato.

Il concetto di lotto si lega però anche all’elemento “leva”, stra-utilizzato nel forex e vera e propria icona del mercato valutario.

Lotti e leve

Il problema dell’onerosità del lotto è smorzato dalla presenza delle versioni micro e mini. Ad abbatterlo del tutto, però, è uno strumento irrinunciabile per qualsiasi trader, talmente importante da essere utilizzato come criterio di valutazione dei broker: la leva finanziaria.

La leva finanziaria è quello strumento che permette al trader di impegnare una cifra (quindi di aprire un lotto) di gran lunga superiore alle sue possibilità. Ciò è possibile proprio grazie alla natura “market maker” dei broker, che quindi possono ovviare, vista la liquidità in loro possesso, alle scarse risorse dei clienti.

La leva si esprime in rapporti. Quella di 1:100, permette di impegnare quantità centovolte superiori a quanto realmente si versa. Questo vuol dire che si può aprire un lotto di 100.000 (quindi standard) con soli 1.000 euro. Esistono però anche leve di 1:200 e 1:400.

In genere, il consiglio è quello di diffidare dai broker che propongono leve troppo elevate. E’ sintomo di inaffidabilità, dal momento che rapporti eccessivi aumentano il rischio di fallimento.

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