Cosa succede nel forex quando cambia la politica monetaria

Se la politica fiscale di un paese è in grado di esercitare una certa influenza nel forex, la politica monetaria lo è molto di più. La gestione della fiscalità (tasse più spesa) impatta in modo indiretto sulla quantità di moneta presente in un sistema economico. Le politiche monetarie, invece, impattano in modo diretto. Anzi, a seconda delle decisioni, allargano o restringono l’aggregato monetario M3, che corrisponde a tutti quegli strumenti – comprese le banconote – che sono spendibili nell’immediato.

Come cambia il forex al cambiare delle politiche monetarie? Da questa risposta – e dalla capacità di rispondere in maniera autonoma – dipende il destino del trader. Conoscere le conseguenze delle decisioni delle banche centrali vuol dire capire in anticipo come si muoverà l’asset. Se poi si è pure capace di prevedere le mosse della Bce, della Fed etc, tanto di guadagnato.

Di seguito, una panoramica sulle conseguenze che una determinata politica monetaria può generare nel forex.

La politica monetaria, proprio come quella fiscale, può essere restrittiva o espansiva. Nel primo caso, si tende a restringere l’aggregato monetario, ossia a diminuire la quantità di moneta presente nel sistema economico. Lo strumento principale con cui si raggiunge questo obiettivo è la gestione dei tassi di riferimento, o sconto. Ossia il prezzo con il quale la banca centrale vende – o meglio presta – il denaro alle banche nazionali e commerciali. Nella fattispecie, i tassi vengono alzati.

Nel secondo caso, si tende ad aumentare l’aggregato monetario, ossia ad aumentare la quantità di moneta. Anche in questo caso lo strumento principale è rappresentato dalla “manipolazione” dei tassi di riferimento. I tassi in questo caso vengono abbassati.

In genere, una banca centrale imposta politiche monetarie restrittive quando l’inflazione è troppo alta, mentre imposta politica espansive quando l’inflazione è troppo bassa o si è in recessione. L’inflazione, infatti, può essere veicolo di crescita.

Le conseguenze nel forex

La banca centrale dichiara che verranno alzai i tassi di interesse. Se il contesto è di crescita, la valuta di riferimento tende ad assumere un atteggiamento anaelastico, ossia a muoversi in laterale. In sostanza, cambia poco o niente. Potrebbe però tendere a rinforzarsi. Se il contesto è negativo, ed è in atto una crisi finanziaria, la valuta si rafforza perché gli investitori recepiscono un segnale di futura stabilità (nello specifico dei prezzi, poi di bilancio).

La banca centrale dichiara che verranno abbassati i tassi di interesse. Se il contesto è di crescita, la valuta di riferimento tende anche in questo caso a essere anaelastica. Tende però leggermente a svalutarsi dal momento che gli investitori recepiscono un segnale di “disordine” (o di potenziale crescita disordinata). Se il contesto è negativo, la valita tende a svalutarsi. Un esempio di ciò è dato dall’euro: Draghi ha varato riforme espansive abbastanza aggressive e la moneta unica è scesa rispetto al dollaro fino al 1,26.

Quando il contesto è neutro, in genere, proprio per la legge della domanda e dell’offerta, a una politica restrittiva corrisponde un rafforzamento della valuta, e a una politica espansiva corrisponde un indebolimento della valta.

C’è però un altro elemento da prendere in considerazione: il sentiment, ossia la fiducia e le aspettative che gli investitori nutrono. Spesso, per muovere questa leva, è necessaria una dichiarazione. E’ quanto accade in Europa da qualche anno. Quando parla Draghi, soprattutto quanda parla del futuro, il forex si muove. L’influsso della politica monetaria passa anche per queste cose.

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