Crollo della borsa di Tokyo. Perché?

E’ lecito pensare se la politica dello yen forte sia pensata a tavolino, oppure non esista per nulla. A questo punto, cosa pesa sull’apprezzamento dello yen, stimolando una forte domanda della valuta nipponica?

Non sono da mettere sullo stesso piatto della bilancia le borse asiatiche tutte, vista la concorrenza fra Cina e Giappone, anche sul fronte delle materie prime e delle industrie emergenti.

Ciò che caratterizza il Giappone, rispetto alla Cina, è la presenta di un’elevata mole di accordi commerciali, anche con gli Stati Uniti, per il comparto tecnologico. Quindi, il Giappone fonda la crescita economica sull’export.

Da tale profilo, si è addotta come principale causa del tonfo di Tokyo l’apprezzamento della valuta e la conseguente riduzione delle esportazioni, in quanto meno competitive.

Ma tornando a monte. Perché lo yen si è apprezzato così velocemente?

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La Cina, rispetto al Giappone, ha comunicato dati positivi sull’economia, in particolare sul fronte dell’inflazione (con aumenti dei prezzi solo per la voce degli alimentari) essendo un’economia-volano delle industrie ad alta intensità di lavoro e di risorse prime.

Il Giappone deve il suo sviluppo, in gran parte, al tecnologico che sembra risentire della crisi economica internazionale. Il crollo del tecnologico Usa va a condizionare anche l’andamento del tecnologico nipponico. Da ciò, il crollo di Tokyo pone radice nelle prospettive meno entusiasmanti dell’economia di uno dei maggiori importatori: gli Stati Uniti.

Quindi, sembra trattarsi di una mareggiata negativa locale, più che di un crollo sistemico di tutte le borse asiatiche e dei paesi emergenti.

Una zavorra alla caduta delle borse emergenti è il ritorno dell’interesse verso alcune economie emergenti, effettuando gradualmente una rotazione di fondi dal Vecchio continente e dalle economie sviluppate e propendendo verso il settore delle commodity (interessante il platino sul fronte dei recenti sconvolgimenti in Sud-Africa) e delle obbligazioni. L’esposizione verso le azioni delle industrie di lusso dei paesi avanzati è solo un temporaneo rimedio all’aumento del rischio dell’investimento azionario.

Sul crollo di Tokyo: L’indice Nikkei ha raggiunto una nuova soglia di supporto che non sfiorava da un intero semestre borsistico, scendendo sotto i 15.000 punti (-1,36%).

Sulla base di tali considerazioni, quali potrebbero essere gli alternativi profili di investimento del forex trader?

  •  Ottica intra-day: Si può ritenere che il Nikkei abbia già raggiunto la nuova soglia di supporto dinamico, al di sotto dei 15.000 punti. Tale sforamento era nelle attese di molti investitori che preferiscono muoversi in anticipo, scommettendo corto. In ambito forex, ci dobbiamo chiedere se lo yen continuerà ad apprezzarsi. Ogni valutazione previsionale sullo yen o sull’euro incontra sempre in primo piano il dollaro Usa (collegamento tra Tokyo e Wall-street). Quanto più il dollaro Usa perderà terreno, tanto più e l’euro e lo yen continueranno la loro corsa in apprezzamento. Che cosa può cambiare il sentiero guida del dollaro? Solo nuove misure credibili da parte della Fed, verso un aumento dei tassi, cosa che non è stata annunciata, in quanto di second’ordine rispetto al mercato del lavoro. Da attendersi, pertanto, ulteriori opportunità long sui pair di valute rispetto al dollaro Usa
  • Ottica strategica: raggiunti già considerevoli livelli di supporto per il cambio Dollaro Usa/Yen si prospetta un ri-assestamento intorno a valori soglia non più così attorno ai minimi (Tokyo sotto pressione e trading long). Tenere sotto d’occhio, piuttosto, la vicenda dello yuan che si appresta ad entrare nei mercati internazionali.

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