Diversificare il portafoglio nel forex, perché farlo

Il forex è influenzato dalle stesse dinamiche che influenzano gli altri mercati. Pur nella sua particolarità e nelle sue specificità (es. la liquidità abnorme) i trader che ospita tendono a comportarsi come i trader di qualsiasi altro market.

Un esempio di questa omogeneità di comportamento è dato dalla questione della diversificazione del portafoglio. Anche i forexer (e anzi soprattutto quello) diversificano. Lo fanno per gli stessi motivi di fondo, sebbene siano diverse le criticità a cui devono porre rimedio, o semplicemente affrontare.

Cosa vuol dire differenziare il proprio portafoglio? Se sei un trader forex, equivale a spostare parte dei propri investimenti – e quindi acquistare e mantenere – su più valute, possibilmente eterogenee tra di loro.

Perché un trader che frequenta il Foreign Exchange Market dovrebbe diversificare? Come accennato sopra, i motivi sono quelli di sempre: proteggere i propri investimenti, cercare di superare indenni le fluttuazioni del mercato che sono in grado di “farci male”.

Il forex è un mercato ricco di opportunità proprio grazie alle fluttuazioni, ma quando queste sono eccessive, repentine e poco prevedibili allora questo vantaggio si trasforma in vantaggio. Questo è un problema di tutti i mercati, ma lo è maggior ragione per un mercato emotivo come quello delle valute.

In che modo un trader dovrebbe diversificare? Molto banalmente, in due tipi di valute. Una parte di valute cosiddette rifugio, un’altra parte in valute che consentono una monetizzazione rapida degli investimenti. La valuta rifugio più apprezzata è il franco svizzero, rinomata per la sua solidità. In periodo di turbolenze, accanto alla valuta elvetica è possibile trovare l’euro e anche il dollaro.

Un esempio dell’importanza della diversificazione il mercato delle valute lo ha “subito” a cavallo tra gennaio e febbraio di quest’anno. Le valute dei paesi emergenti, in quel periodo, sono state colpite da una crisi monetaria intensissime. Colpa del tapering, che ha sancito la “chiusura del rubinetto”. Meno denaro per le imprese, meno investimenti, fuga dai paesi emergenti. Risultato? Una pesantissima svalutazione.

Inutile dire che si sono salvati, o hanno limitati i danni, coloro che oltre alle valute in questione avevano investito anche in euro, dollari e franchi svizzeri. Insomma, quelli che avevano diversificato.

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