Dollaro in nuovo rafforzamento

Il dollaro continua nella sua strada di ascesa andando a rivedere in termini di cambio effettivo i massimi che aveva abbandonato dal 2013. La prospettiva di una crescita più elevata resta una determinante molto forte e in grado di condizionare i mercati finanziari. Intanto ieri i dati USA (principalmente l’indicatore PPI e la produzione industriale) sono stati più deboli delle attese, e questo ha fermato la salita intraday del dollaro, ma non è necessariamente sufficiente a far scattare un ritracciamento ribassista.

In tal senso, l’occasione più importante potrebbe aversi al FOMC del 14 dicembre, ma solo se la Fed, pur alzando i tassi di 25 punti base – come atteso – indicasse che la vittoria di Trump non modifica il sentiero atteso di rialzi dell’anno prossimo. In proposito ieri Bullard ha detto che le sue previsioni restano invariate dopo l’esito delle elezioni. Analogamente Kashkari ha precisato che è prematuro modificare lo scenario in base all’esito elettorale, aggiungendo comunque che uno stimolo fiscale più ampio può aiutare la Fed a conseguire i suoi obiettivi. Più possibilista è stato invece Harker, che ha dichiarato che il sentiero di rialzi del 2017 dipenderà dalla politica fiscale, e che non è da escludersi che la Fed possa considerare un sentiero di rialzi più ripido.

Oggi sarà invece la volta della Yellen in audizione al Congresso. È probabile che il numero 1 della Fed possa affermare che al momento l’istituto non ha dati sufficienti per modificare lo scenario. Se tuttavia si spingesse ad aggiungere che il sentiero di rialzi potrebbe essere più ripido in presenza di uno stimolo fiscale più ampio il dollaro si rafforzerebbe ulteriormente. Tra i dati l’inflazione dovrebbe confermare il trend moderatamente rialzista mentre il Philly Fed potrebbe ritracciare leggermente.

Di contro, l’uero ha aggiornato i minimi 2016 scendendo fino a 1,0666 EUR/USD, minimo da dicembre 2015. Se dal lato USA non giungono segnali in grado di arrestare l’ascesa del biglietto verde, tecnicamente il calo potrebbe arrivare a 1,05 EUR/USD nel breve. Molto importanti saranno comunque anche le indicazioni che arriveranno dall’area euro, in particolare da un discorso di Draghi in calendario domani. Oggi intanto dalla BCE parleranno Mersch e Praet. Tra i dati esce questa mattina la stima finale dell’inflazione di ottobre. Un’eventuale revisione al rialzo potrebbe aiutare l’euro a risalire leggermente rientrando in area 1,07 EUR/USD.

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