Dollaro in risalita su dati macro

Il dollaro statunitense anche nella giornata di oggi è stato in grado di proseguire nella propria risalita, toccando nuovi massimi nei confronti della principale controparte di scambio, l’euro. Di fatti, i dati macro pubblicati ieri, e inerenti i dati sulle vendite di nuove case, sono risultati essere molto più forti di quanto sia stato previsto dagli analisti: un’evidenza che ha permesso di aiutare le quotazioni del dollaro, anche se l’ulteriore rafforzamento del biglietto verde era già avvenuto prima della pubblicazione di tali statistiche.

Come risulta intuibile osservando le evoluzioni della giornata, i mercati finanziari hanno cominciato a dare maggior credito all’ipotesi che la Federal Reserve possa riprendere ad alzare i tassi di interesse di riferimento nel corso dell’imminente estate, e forse già al FOMC del prossimo 15 giugno – o al più tardi a quello del 27 luglio. Se i dati e i discorsi della Federal Reserve in programma nei prossimi giorni non dovessero indebolire tale ipotesi, il dollaro potrebbe riuscire a chiudere al rialzo anche questa settimana.

Di contro, come risulta essere facilmente intuibile, la possibilità che la Federal Reserve possa riprendere ad alzare i tassi di interesse di riferimento in estate si sta affermando come tema chiave nella dinamica dell’euro, che ieri infatti ha corretto ampiamente scendendo sotto quota 1,1150 EUR/USD. Probabilmente, il declino delle quotazioni della valuta unica sarebbe stato ben più corposo se poche ore fa non vi fosse stata la felice pubblicazione dell’IFO tedesco, che diversamente dalla pubblicazione precedente dello ZEW di ieri – che aveva dato indicazioni miste, ha ampiamente sorpreso al rialzo mostrando in maggio un progresso superiore alle attese, sia nella valutazione della situazione corrente sia in quella prospettica.

Naturalmente, la pubblicazione di tale elemento macro non è affatto in grado di smentire la possibilità che in settimana il dollaro possa rafforzarsi talmente tanto da spingere le quotazioni del cambio in area 1,10 EUR/USD, ma a tal fine sembra necessario che i dati USA in corso di pubblicazione nei prossimi giorni (ordini di beni durevoli e seconda stima del Pil) non deludano e che i discorsi della Federal Reserve non indeboliscano l’ipotesi di un rialzo dei tassi estivo.

Pertanto, l’attenzione è rilanciata nelle prossime 24/48 ore, dalle quali dipenderà, probabilmente, molta parte delle evoluzioni del cambio della prossima settimana.

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