Dollaro USA in forte correzione

Negli ultimi giorni il dollaro statunitense ha corretto in misura piuttosto significativa, andando così a cancellare in maniera pressochè completa l’intero apprezzamento che era stato riscontrato nel corso del mese di dicembre. Per quanto concerne le motivazioni, la flessione degli ultimi giorni sembra essere riconducibile alle dichiarazioni del responsabile del Consiglio Nazionale del Commercio USA Peter Navarro secondo il quale l’euro sarebbe esageratamente sottovalutato.

In maniera più dettagliata, il responsabile ha affermato che la Germania sta usando un euro esageratamente sottovalutato per poter conquistare un vantaggio commerciale a danno sia dei partner europei sia degli Stati Uniti, e aggiungendo così che le politiche commerciali tedesche rappresentano un “grande ostacolo” aI TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership).

Insomma, una versione molto dura sia dello scenario valutario internazionale che dell’euro stesso, che per Navarro è, sostanzialmente, una sorta di nuovo marco. L’intervento del responsabile per il commercio USA, tranne i termini, non è comunque sorprendente ,essendo invece un’ulteriore conferma – caso mai ve ne fosse stato bisogno – dell’approccio protezionistico della presidenza Trump, ma soprattutto sembra suggerire che la nuova amministrazione potrebbe usare la retorica del dollaro forte (ovvero lamentando che il dollaro è troppo forte a causa delle svalutazioni competitive attuate dai partner commerciali) come strategia alternativa a misure protezionistiche in senso stretto, che sono generalmente di difficile attuazione – sottolineavano gli analisti ISP.

Intanto, il dollaro USA è atteso da nuove sfide. La prima, in ordine temporale, è rappresentata dal FOMC in corso di svolgimento, dal quale ci si attende che la Fed confermi la valutazione piuttosto positiva dell’economia degli Stati Uniti, a sostegno dello scenario di tre rialzi dei tassi quest’anno espresso a dicembre con l’ultima riunione del comitato di politica monetaria per il 2016, e ribadendo ancora una volta la necessità di mantenere un approccio cauto, almeno finché non saranno rese note le politiche fiscali di Trump (abbiamo più volte ricordato come la Fed potrà agire da “compensazione” degli effetti delle politiche fiscali, con la propria politica monetaria).

Nel FOMC, la Fed discuterà sicuramente anche dei tempi e dei modi di un futuro cambiamento della politica di reinvestimento di cedole e scadenze. Se le comunicazioni saranno rassicuranti, il comitato potrebbe influenzare positivamente il dollaro statunitense, arginando i movimenti degli ultimi giorni e indirizzando la valuta verde verso una nuova fase di stabilizzazione momentanea che, tuttavia, potrebbe non durare troppo a lungo.

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