Dollaro-yen, secondo gli analisti a fine anno virerà a 106

Dollaro-yen è una delle coppie più importanti del forex. Pur non godendo di una liquidità eccessiva, è apprezzata per la leggibilità dei suoi andamenti. Tanto il biglietto verde quanto la moneta nipponica, infatti, fanno capo a due economie importantissime e delle quali si conoscono le singole mosse (che sono diffuse adeguatamente). Redigere la strategia è ovviamente, in questo caso, relativamente facile.

Da prendere in considerazione è anche la struttura, dopotutto abbastanza simile, delle banche centrali Usa e Jap. La Fed è interventista, con pieni poteri in fatto di politiche monetarie espansive. Lo stesso dicasi per Bank of Japan, sebbene a volte si sia presa qualche periodo di riposo proprio da questo interventismo.

In questi ultimi tempi, il cambio dollaro-yen ha destato molto interesse per le stretagie adottate proprio dalle banche centrali. Il dubbio, riguardo a molte azioni, e visto che tante di queste non sono andate a buon fine, è sulla reale efficacia delle nuove strategie – che ricordano quelle vecchie.

Secondo gli analisti, il cambio dollaro-yen arriverà a quota 106 entro fine dell’anno, con un rapido passaggio a 103 a settembre. A dire il vero, siamo già molto vicini al livello “supposto” di settembre (102,19).

Ovviamente, se ciò si rivelasse vero, si aprirebbero interessanti strade per i trader.

Ma per quale motivo la coppia dovrebbe seguire proprio questo andamento? Le motivazioni sono state fornite da Morgan Stanley, la famosa banca d’affari.

1. L’economia degli Stati Uniti sta facendo segnare risultati superiori alle attese. Questo aumenterà la massa di dollari acquistati e, di conseguenza, il biglietto verde acquisirà una carica rialzista di tutto rispetto.

2. Il mercato, alla luce del semi-fallimento delle politiche targate Boj (Bank of Japan), potrebbe non reagire favorevolmente alle manovre economiche del Giappone, e questo potrebbe indebolire lo yen.

3. Se il punto due si avverasse, la Boj – e ovviamente il Governo – si vedranno costretti ad adottare misure ultra-espansive, e questo porterebbe a un ulteriore indebolimento.

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