Draghi taglia i tassi ma il Forex reagisce in modo strano

Alla fine l’annuncio è arrivato. Draghi, durante la conferenza del 6 giugno, ha annunciato l’introduzione di nuove politiche monetarie espansive. Chi si aspettava però la classica “stampa di moneta” e quindi il Quantitative Easing, è rimasto deluso. Una delle tre certezze con cui il numero uno della Bce ha confortato i presenti è propria questa: il massimo istituto europeo non procederà con l’acquisto dei titoli di Stato nazionali, almeno non direttamente.

Draghi ha comunque virato su una gamma di strumenti di una certa intensità. Innanzitutto, il taglio dei tassi di riferimento, già da qualche tempi ai limiti storici. L’Europa, in questo senso, passa dallo 0,25% allo 0,15%. Non basta? Può darsi, ma di certo non si tratta dell’unica novità del leader della Bce. A seguire, infatti, – a anche questa rappresenta un’innovazione – la riduzione al negativo dei tassi overnight. Da oggi, parcheggiare liquidità in modo improduttivo costerà abbastanza caro.

In terzo luogo, Draghi ha deciso di procedere anche con l’LTRO e. Si tratta di programma di rifinanziamento simile a quello realizzato, sempre da Draghi, qualche anno fa. Certo, oggi si attende una certa efficacia, magari posta in essere a partire da un vincolo preciso: le banche, a fronte delle donazion comunitare, dovranno “passare” del denaro alle imprese e ai privati sottoforma di prestito.

Lo scopo di queste riforme è palese: immettere liquidità nel mercato, sconfiggere il credit crunch, scongiurare la deflazione. Basteranno per risollevare le sorti d’Europa? Non è dato saperlo, soprattutto dal momento che il Quantitative Easing è stato scartato a priori.

Come ha reagito il forex? In modo abbastanza strano. In primo luogo, l’euro, almeno limitatamente al rapporto con il dollaro, ha fatto un segnare un calo deciso a 1,35, lasciando presagire l’inizio di un percorso al ribasso. Poi è cominciato a risalire, fino a portarsi ai livelli verificati negli ultimi giorni: 1,37.

Gli analisti non escludono l’1,38. Draghi ha fallito nel suo tentativo di indebolire l’euro? Non è detto, siamo solo all’inizio, ma questi primi segnali non sono incoraggianti. Può darsi che il mercato abbia interiorizzato da molto tempo le – comunque prevedibili – intenzioni del banchiere italiano. Se ciò corrispondesse a verità, la “svolta draghiana” non comporterebbe effetti nel forex.

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