Euro contro dollaro: il ritocco al tapering deciderà la partita

E’ un opinione condivisa da molti. L’euro, affinché l’Europa possa ripartire decentemete, deve svalutarsi. Certo non ci si aspetta, ne si auspica, un indebolimento a doppia cifra, ma uno di qualche punto percentuale sì. Questo perché una moneta forte in un quadro di ripresa ancora troppo leggera è paragonabile a un ostacolo difficilmente sormontabile.

Gli sforzi della Bce, per quanto giudicati da alcuni assolutamente insufficienti, vanno in questo senso. A dimostrarlo è il taglio dei tassi annunciato a inizio giugno. Peccato però che la “strada maestra” in fatto di svalutazione non verrà battuta dalla Banca Centrale Europea. Insomma, niente Quantitative Easing.

Quantitative Easing che invece rimane ancora uno strumento attivo al di là dell’Atlantico. La Federal Reserve continua a stampare moneta, sebbene a un ritmo più lento. Il Tapering, ossia il programma di riduzione del QE, potrebbe subire un’accelerazione a breve. Accelerazione che si tradurrà con un decremento dell’emissione di liquidità di altri 35 miliardi.

Quali saranno le conseguenze di questa mossa targata Fed? Sul forex, ciò potrebbe segnare un cambio di passo del rapporto Eur/Usd.

Per amore di verità, occorre specificare che le misure di Draghi qualche risultato sul fronte della svalutazione lo hanno prodotto. Si tratta però di risultati limitati sia in termini di quantità che di tempo. Nei giorni immediatamente successivi all’annuncio l’euro ha toccato – rispetto al dollaro – i minimi da quattro mesi (1,35). Poi è risalito, quasi a testimoniare una impossibilità per la moneta unica di indebolirsi.

L’accelerazione del tapering però potrebbe cambiare le cose. Il tapering è di per sé una misura che – a livello di conseguenze – smorza la forza propulsiva del Quantitative Easing, che di fatto viene ridimensionato. Se ne deduce che da una simile operazione il dollaro ne possa uscire rafforzato, ossia rivalutato rispetto alle altre valute.

Tutto ciò, combinato magari con la rinata prospettiva di un QE europeo, potrebbe portare all’instaurazione di un movimento coordinato: da un lato l’euro si indebolisce, dall’altro il dollaro si rivaluta. Per l’Eur/Usd si potrebbe dunque parlare di una discesa vera e proprie.

Queste sono ovviamente solo previsioni. Attualmente, infatti, il primo livello di supporto per questo cambio si aggira intorno all’1,3467.

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