Euro-Dollaro, 2014 al ribasso o al rialzo? Due visioni

L’EUR/USD, ossia il cambio euro-dollaro, è senz’altro il cross più scambiato nell’intero panorama Forex. Non potrebbe essere altrimenti, visto che le due divise corrispondono alle prime due economie del mondo (Stati Uniti ed Eurozona). La particolarità di questo cambio è rappresentata da una certa volatilità. L’incertezza c’è sempre, e c’è anche nel 2014. Come sarà l’anno è che da poco iniziato? Ecco le opinioni – discordanti – di due esperti.

Euro giù

Kathy Lien, direttore generale alla BK Asset Management, ci sono tutti gli estremi affinché il cambio EUR/USD scorra al ribasso per tutto l’anno in corso. Il motivo? Sostanzialmente, il problema riesiede nelle politiche monetarie della Bce e della Fed. Mentre quest’ultima adotterà un tapering “temperato”, in grado di rassicurare gli investitori, il massimo istituto bancario europeo, per ammissione dello stesso Draghi, perseguirà una politica accomodante.

Senza contare, poi, la delusione che l’Ue potrebbe impartire agli investitori che speravano in una crescita sostenuta e che sostenuta non sarà affatto. Ecco cos’ha dichiarato la Lien: “Se la banca centrale fornisce liquidità a buon mercato mentre la Fed attua il tapering e i tassi d’interesse statunitensi salgono, l’euro dollaro potrebbe essere svenduto velocemente e in modo aggressivo“.

La sua opinione è che il cross possa scendere anche sotto l’1,30.

Euro su

Axel Merk, presidente e chief investment officer della Merk Investments, è di parere radicalmente opposto. Secondo lui, infatti, i cambio sarà pervaso da un deciso trend rialzista. La sua stima è un euro in grado di portarsi tranquillamente sopra 1,50 sul dollaro. Il presidente pensa che la politica monetaria accomodante non interferirà più di tanto perché, eccetto LTRO, Draghi non può fare atro e anche il programma di rifinanzariamento delle banche non avrà un grosso impatto.

A decidere il rialzo dell’euro, infatti, sarà il surplus delle partite correnti, evenienza che in Europa si raggiungerà facilmente, specie grazie alla Germania che, da questo punto di vista, è al top.

Crescita e recessione, dunque, non influiscono più di tanti. E infatti: “Vi è una errata percezione delle cose. Si ritiene infatti che ci sia bisogno di crescita per avere un euro forte”.

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