Euro-dollaro ai minimi da un anno, e intanto la Merkel bacchetta Draghi

L’euro-dollaro continua la sua discesa, che, seppur lenta, appare inesorabile. Almeno fino a quando – se ciò mai accadrà – Draghi sorprenderà il mercato rivelando che in pentola non bolle nessuna politica monetaria ultra-espansiva, men che meno il Quantitative Easing. Si tratterebbe di una notizia in grado di invertire la rotta che l’Eur/Usd sta prendendo, ma anche di smentire clamorosamente quanto il banchiere italiano ha annunciato – implicitamente, sia chiaro – in occasione del forum delle banche centrali.

L’ostacolo più grande da superare è il niet tedesco. La Merkel ha dimostrato di non aver affatto gradito le affermazioni di Draghi. Si vocifera, infatti, di una telefonata del cancelliere tedesco al numero uno della Bce, nel corso della quale avrebbe chiesto spiegazioni sul Quantitative Easing. “Non si può spendere più di così” avrebbe detto la Merkel. In tutta risposta, Draghi avrebbe parlato della necessità di far ripartire la crescita.

Nonostante questo retroscena, che sicuramente allontana – ma fino a un certo punto – le speranza di vedere la “stampa di moneta” anche in Europa, i mercati stanno ancora agendo come il nuovo corso della Bce fosse imminente. Il risultato è un deprezzamento intenso, ma allo stesso tempo equilibrato, dell’euro sul dollaro.

Dopo il minimo a 11 mesi raggiunto qualche giorno fa, lunedì l’euro-dollaro ha raggiunto il minimo a un anno, toccando nella giornata del 1° settembre quota 1,3119. Questo dato sorprende: in molti, tra gli analisti, hanno pensato che l’euro sarebbe ribalzato oltre 1,33 dopo le dichiarazioni di alcuni politici tedeschi finalizzati a convincere i mercati che non ci sarà nessun Quantitative Easing (ricordiamo la chiosa del ministro tedesco dell’economia Schauble).

Tuttavia, un po’ inaspettatamente, a infrangere i sogni dei fautori delle politiche espansive potrebbe essere proprio Draghi. Uno dei suoi obiettivi è infatti quello di indebolire “quanto basta” l’euro in modo da far ripartire le esportazioni in Europa. Ebbene, ciò sta già avvenendo. Il banchiere italiano potrebbe decidere di portare a casa il risultato, e di sperare che la fine del super-euro sia sufficiente a regalare un po’ di liquidità all’eurozona. Questa prospettiva non è improbabile. Staremo a vedere.

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