Euro-Dollaro ai minimi da un anno. Quanto durerà l’effetto Draghi?

Le parole di Mario Draghi al forum delle banche centrali di Jackson Hole hanno generato dei profondi sommovimenti nel forex. La conseguenza più visibile è il cambio euro-dollaro, che è sceso nel corso della sessione del 25 agosto (primo giorno di trading successivo all’incontro) ai minimi da circa un anno: 1,3185. A un giorno di distanza, l’Eur/Usd fa segnare valori simili, tutt’al più di poco superiori.

Cosa sta accadendo? Molto banalmente, Mario Draghi ha annunciato, più o meno esplicitamente, che anche l’Europa, e ovviamente la Bce, adotterà misure non convenzionali, ossia, il Quantitative Easing. Questo strumento di politica monetaria espansiva, pur essendo utilizzato ampiamente altrove (vedi Stati Uniti e Giappone) è sempre stato visto come un tabù nel Vecchio Continente, a causa degli aut aut della Germania e di altri paesi del nord Europa.

La deflazione è però a un passo e tutti i tentativi “convenzionali” di evitarla sono falliti. La strategia di Draghi è dunque quella del detto “a mali estremi estremi rimedi”.Gli investitori hanno incamerato l’aspettativa dell’imminente Quantitative Easing e si sono mossi di conseguenza. Il ragionamento è il seguente: se Draghi sta per mettere in campo il QE, l’euro allora si deprezzerà, dunque è meglio vendere. Peccato che “vendere” nel forex fa rima con “indebolire”, da qui il calo del cambio Eur/Usd.

Per quanto durerà questa tendenza al ribasso? E’ più probabile, a dire il vero, che l’euro rimanga esattamente dov’è. Anzi, ci sono ancora ampie possibilità che si instauri un trend al rialzo. Questo perché le probabilità che il QE alla fine non si faccia sono comunque alte. In quel caso, gli investitori subirebbero un piccolo shock per aver incamerato l’aspettativa sbagliata e potrebbero reagire comprando.

Insomma, il futuro dell’euro è ancora incerto. Nei piano di Draghi, questo è sicuro, è comunue previsto un indebolimento dell’euro per favorire l’export e un aumento dell’inflazione per favorire i consumi interni.

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