Euro-Dollaro. Giù dopo le parole di Draghi, poi si stabilizza

Nonostante le aspettative di ripresa (per ora molto moderata) per l’economia della zona Euro, i timori rimangono. La maggior parte di questi sono focalizzati sul capitolo deflazione. Se l’euro si rafforzassero e i prezzi iniziassero a diminuire, la stagnazione da incubo si trasformerebbe in realtà.

Per questo motivo, ma soprattutto per gestire il sentimento degli investitori, Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europa, si sta rendendo protagonista di uscite costanti. L’ultima in ordine di tempo, avvenuta il 7 maggio, ha sortito effetti notevoli nel mercato valutario.

Queste ultime affermazioni non si discostano in termini di contenuti da quelle precedenti. Probabilmente avrà fatto scalpore l’elemento temporale: semplicemente è troppo vicina – in ordine di tempo – a quelle scorse. Tutto ciò è stato intesto come un segnale molto forte.

Ricapitolando: cos’ha detto Draghi? E cos’è accaduto nel forex in questi giorni? Di seguito, qualche dettaglio e un paio di osservazioni.

Draghi ha ribadito quanto espresso da qualche mese a questa parte. In Europa la deflazione non è un fenomeno atteso e nemmeno probabile. E’ però un fenomeno possibile, e quindi da prendere in considerazione. A maggior ragione che si tratta di un fenomeno molto pericoloso per i destini dell’economia.

Il presidente della Bce ha quindi ipotizzato l’utilizzo di strumenti di politica monetaria espansiva, e quindi di una svolta interventita da parte del primo istituto finanziario.

Il forex nella sessione dell’8 maggio ha visto un euro in calo. E’ un fenomeno consequenziale: se Draghi annuncia politiche svalutanti, l’investitore incamera questa informazione e comincia ad agire come se la cosa fosse già avvenuta o quasi. Si tratta, dunque, di una sorta di profezia che si autoavvera.

Le profezie però nel Forex hanno vita breve, e questa infatti è durata un solo giorno. Dopo un calo discretamente significativo, l’euro, il 9 maggio ha fatto segnare una stabilizzazione condita da segnali di ripresa.

Alle ore 9 e 50, l’euro-dollaro faceva segnare 1,3836.

Permane comunque un quadro di incertezza. Delineato, tra le altre cose, da Shinichiro Kadota, strategista di Barclays, che ha dichiarato: “Il focus è ora su cosa effettivamente farà la Bce a giugno, con aspettative che si concentrano su un taglio dei tassi e su un tasso negativo per le deposit facilities”.


 

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