Euro-dollaro, la discesa durerà per molto tempo?

La settimana che si è appena conclusa ha consegnato un cambio euro-dollaro (in gergo Eur/Usd) in forte trend ribassista. E’ accaduto ciò che gli analisti non si aspettavano o, come minimo, non si aspettavano con questa intensità. I numeri, anzi i rapporti, parlano chiaro. Nella giornata di venerdì, il cambio più importante dell’intero panorama forex ha fatto segnare un sorprendente 1,3420, valore che rappresenta il minimo da metà novembre.

Gli analisti prevedono che questo trend ribassista durerà ancora per qualche tempo. I motivi di ciò sono molti e, soprattutto, sembrano essere strutturali. A incrociarsi sono molti fattori, sia voluti che accidentali. In generale, si può affermare che la spinta al ribasso sia data dalla tendenza attuale del dollaro a rivalutarsi e dalla tendenza – sempre attuale – dell’euro a svalutarsi. Le implicazioni di ciò sono significative e molte di queste non positive per l’economia reale. Ecco una panoramica dei fattori più decisivi.Un fattore che agisce a lungo termine è sicuramente il proseguimento del tapering statunitense. Il programma di rallentamento del Quantitative Easing pone un freno all’invasione del “biglietto verde” e quindi, quasi fisiologicamente, spinge il dollaro alla rivalutazione. Ovviamente, questo effetto si fa sentire di più in questo periodo, contraddistinto dall’indebolimento dell’euro.

Il fattore a breve termine, che però rischia di diventare “a lungo”, è rappresentato dai dati sull’inflazione Usa. Inaspettatamente, i prezzi si sono rivelati stazionari al +0,1%, una percentuale addirittura inferiore a quella europea, sicché non stupisce che il dollaro stia recuperando terreno sulla moneta unica europea. Il governo statunitense farà sicuramente qualcosa per risolvere la situazione, ma contrastare la disinflazione è impresa ardua, quindi è probabile che questo fattore giochi un ruolo decisivo ancora per molto tempo.

Infine, l’Europa. Il vecchio Continente si è svegliato ancora più debole di quanto credeva di essere. La crescita si è rivelata essere pura e semplice stagnazione, la deflazione è alle porte, il tasso di disoccupazione è ancora alto. Tutti elementi che generano la fuga di capitali esteri e, quindi, un percorso di debolezza.

Anche questo fattore rischia di agire sul lungo periodo, dunque possiamo affermarlo: il trend ribassista durerà ancora per molto tempo.

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