Euro-dollaro: l’impatto dei dati sulla deflazione

L’Europa sta scivolando lentamente ma inesorabilmente verso la deflazione. L’indice dei prezzi al consumo si sta infatti contraendo, su base annua, mese dopo mese. A luglio aveva fatto segnare un allarmante +0,4%, mentre ad agosto – sono dati di oggi – l’aumento è solo dello 0,3%. Questi differenziali sono molto lontani dall’obiettivo dichiarato della Bce (2%) e promettono una ulteriore compromissione della salute economica dell’eurozona.

Alcuni paesi, poi, sono entrati ufficialmente in deflazione. Tra questi spicca proprio l’Italia, che fa registrate il suo primo segno meno da oltre mezzo secolo. L’indice dei prezzi al consumo ad agosto ha fatto segnare un clamoroso -0,1%. Non accadeva dal 1959, ma a quel tempo si era in pieno boom economico e la contrazione dei prezzi era visto come un evento fisiologico e anzi in grado di fare maggiore equilibrio alla crescita.

Le conseguenze per l’economia rischiano di essere enormi. Non a caso si pensa che questi numeri stiano avvicinando la Bce all’introduzione del Quantitative Easing. Se il valore della moneta sale, l’unico provvedimento in grado di rappresentare uno shock sufficiente è proprio l’immisione di liquidità nel sistema reale. Questa aspettative, di fatto, sta influenzando fortemente il mercato valutario e in particolare il cambio euro-dollaro.

Cosa sta accadendo? In realtà in campo si stanno scontrando due forze. La prima è dominata dallo scetticisimo: una parte di investitori non crede che Draghi possa adottare il QE nel prossimo semestre e tende ad ascoltare le parole dei tedeschi (vedi ministro Schauble) secondo cui un intervento di questo tipo è improbabile. La seconda è dominata dall’ottimismo: alla luce dei riferimenti di Draghi alle misure non convenzionali e visti i dati sulla deflazione (che implicano una certa urgenza) altri investitori pensano che il QE sia imminente.

Per ora, stanno vincendo gli “ottimisti”. Il trend ribassita dell’euro-dollaro, infatti, si è smorzato ma la quotazione rimane comunque vicinissimo al minimo da settembre 2013. A dare nuova linfa a questa fazione di investitori sono stati proprio i dati sulla deflazione.

Attualmente – 29 agosto 2014 – l’euro dollaro si attesta intorno a 1,3180.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *