Euro e sterlina in ripresa sul dollaro USA

Euro e sterlina sono in ripresa sul dollaro americano, evidentemente appesantito dal clima di attesa che si sta formando sulla decisione della Federal Reserve e sul possibile (probabile?) incremento dei tassi di interesse di riferimento.

In particolare, la settimana si è aperta con l’euro in lieve rialzo, ora in fase di test sui massimi di venerdì intorno a 1,1385 EUR/USD. Su tali livelli – sottolineavano gli analisti ISP – il cambio si trova all’interno del corridoio 1,1375-1,1410 EUR/USD che – se sfondato – apre il fronte rialzista. I rischi nel brevissimo termine sono leggermente verso l’alto, ma lo sfondamento di questo range dovrebbe essere evitato, perché i dati dell’area euro dovrebbero mostrare che il quadro è molto incerto.

Per quanto concerne in tal senso i dati del calendario macroeconomico, per domani si prevede un decremento dallo ZEW tedesco e mercoledì un’ampia contrazione dalla produzione industriale dell’area. Elementi che potrebbero ulteriormente supportare la disponibilità – peraltro più volte dichiarata della BCE – di estendere/ampliare il quantitative easing se lo scenario dovesse indebolirsi nuovamente. Dunque, sul medio termine non è da escludere una discesa sotto quota 1,10 EUR/USD all’arrivo del primo rialzo Fed. Puntiamo pertanto dritti verso il nuovo deprezzamento della valuta unica europea, considerando momentanee tali ripercussioni di forza delle quotazioni dell’euro nei confronti del biglietto verde.

Attraversando la Manica, rileviamo come anche la sterlina apre la settimana in lieve rialzo sul dollaro in area 1,53 GBP/USD ma rimane cedevole nei confronti dell’euro in area 0,74 EUR/GBP. Sempre in ambito macroeconomico, riteniamo piuttosto significativi, domani, i dati di inflazione. Il tendenziale è atteso stabile a zero, ma se dovesse deludere e scendere in territorio negativo la sterlina correggerebbe a 1,52 GBP/USD e a 0,7450-0,7500 EUR/GBP

Infine, nella giornata successiva di mercoledì sono attesi i dati sul mercato del lavoro, auspicati positivi. Se le retribuzioni dovessero salire più del previsto la sterlina potrebbe facilmente le eventuali perdite del giorno precedente, determinate dall’impatto determinato sui dati dell’inflazione. Ancora più importanti dei dati saranno comunque i discorsi BoE in calendario. Oggi si inizia con quello di Weale, particolarmente interessante perché l’anno scorso Weale aveva votato, insieme a McCafferty, per alzare i tassi. Dunque, occhi aperti alle prossime dichiarazioni da parte dei membri della Bank of England e, successivamente, attenzione puntata nei confronti del calendario di pubblicazioni sui dati macroeconomici britannici, che potrebbero fornire qualche ghiotta indicazione circa la prosecuzione del trend intrapreso dalla sterlina.

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