Euro, primi effetti delle ipotesi anti-deflazione di Draghi

L’euro potrebbe presto svalutarsi. Di quanto, non è dato saperlo. Sicuramente la speranza è quella di sventare il pericolo deflazione. Evento che, in caso di stagnazione, rischia di ancorare l’economia a una sorta di limbo perenne, sospeso a metà tra crescita e recessione.

Allontanare il rischio deflazione è anche – anzi, soprattutto – la speranza del numero uno della Bce Mario Draghi. Proprio il banchiere si è reso protagonista un paio di settimane fa di alcuni annunci dal contenuto assai particolare. In buona sostanza, è stato annunciato il cambio di rotta sul fronte delle politiche monetaria. Anche la Bce adotterà quelle espansive, financo quella che è conosciuta come “stampa di moneta”.

Dopo quell’annuncio non sono seguiti altri segnali che siano andati in quel senso. Forse è questo il motivo per cui il mercato, semplicemente, non ha creduto alle parole di Draghi e si è comportato come se nulla fosse, lasciando che l’euro tendesse, ancora una volta, alla rivalutazione.

Oggi, 14 aprile, sono stati registrati alcuni segnali radicalmente opposti. L’euro forse si è immesso nella strada verso l’indebolimento.

Prendendo in considerazione il cambio più importante, l’Eur/Usd, il valore oggi si è formalizzato a 1,3848. Un valore molto alto, ma che rivela un calo dello 0,3% rispetto alla settimana scorsa. E’ già qualcosa. Anche perché, sempre una settimana fa, l’euro-dollaro era salito dell’1,5%.

A pesare potrebbero essere state le tensioni in Ucraina. In quell’angolo di mondo, la partita non si gioca solo tra Kiev e Mosca, ma anche tra Bruxelles e il mondo intero: l’Unione Europea parteggia per i nazionalisti ucraini, e se questi si trovano in difficoltà rischia di trovarcisi anche l’Ue – con conseguente perdita di fiducia degli investitori.

Un altro cambio, che in verità è un cross (perché non contiene il dollaro), sta rispondendo negativamente alle sollecitazioni delle parole di Draghi e, da oggi, alle sollecitazioni dell’Eur/Usd. Il cross in questione è l’euro-yen. Probabilmente, in questo caso hanno influito le intenzioni “espansive” della Bank of Japan (stimoli economici per abbassare il valore della moneta).

Stabile, infine, il cambio con le altre monete. Tra queste spicca la sterlina (valore fermo a 0,8297).

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