Forex, caos Grecia: il premier si rifugia nel referendum

Brutte giornate per i navigatori del Forex, considerando che la situazione greca si fa sempre più tesa dopo che il premier ellenico Alexis Tsipras ha sorpreso le controparti creditrici andando in tv e annunciando una pubblica consultazione, sostenendo che ad Atene sarebbero stati chiesti “pesi insopportabili”. Una decisione che ha creato ulteriore malumore nell’Unione Europea, e una corsa ai bancomat per il timore di tracollo (secondo alcuni, chiusura) delle banche. Insomma, chi pensava ad un inizio di luglio più sereno sul fronte valutario, ha da ricredersi.

La svolta “tragica” della crisi greca arriva poco prima di mezzanotte, quando il premier Tsipras appare in tv (per chi è ancora sveglio) annunciando che domenica 5 luglio il popolo sarà chiamato a votare il referendum sulla proposta dei creditori. Un voto che sembra essere non solamente denso di incognite sul suo esito, quanto altresì essere una sorta di referendum per quello che accadrà nel corso del post-voto in caso di vittoria dei contrari alle misure dell’ex Troika: l’impressione che questa chiamata al voto sia una sorta di referendum sostanziale per l’uscita dall’euro è più che evidente.

A sorprendere è anche il tenore del discorso di Tsipras. Un discorso dai toni drammatici, in cui il premier spiega che non ha avuto scelta davanti a offerte che sono state definite come “ricatti” e “ultimatum contrari ai valori europei”, per cui “il governo è obbligato a rispondere sentendo la volontà dei cittadini”.

La mossa di Tsipras tuttavia è azzardata e, probabilmente, definitiva nella rottura dei rapporti pacifici con le controparti. Tsipras sta infatti facendo passare ai suoi elettori l’impressione che alcuni partner europei vorrebbero l’umiliazione della Grecia, e non sono pochi coloro i quali ipotizzano una sorta di manovra internazionale per poter far cadere il premio. Molto dure le posizioni degli altri rappresentanti di governo. Oltre alla scontata presa di posizione di Varoufakis, aspre sono le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo, Panayiotis Lafazanis, che ha chiesto alla nazione esplicitamente di votare contro il piano internazionale voluto dai creditori.

Immediato in Parlamento è scattato il dibattito che condurrà al voto per il via libera al referendum. Il ministro dell’Interno Nokos Voutsis ha fatto appello a tutte le forze politiche affinchè il voto sia unanime, in maniera tale che il Paese appaia più forte agli occhi della comunità internazionale.

Il governo ha infine rassicurato sul fatto che non verranno chiuse le banche lunedì, nè vi saranno introduzioni di controlli sui capitali.

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