Forex, crolla l’export della Cina: ecco le conseguenze

E’ indubbia l’importanza dei dati macroeconomici per il Forex. Alcuni market mover – questo il nome degli avvenimenti “economici” in grado di agitare le acque – rischiano di cambiare il volto del mercato valutario e di invertire trend anche consolidati.

Il 10 marzo uno dei market mover ha fatto il suo corso e ha sortito effetti pesanti, sebbene abbastaza prevedibili. L’imprevedibilità, però, è stata determinata proprio dalla notizia: l’export cinese è “crollato”. In verità si è trattato di una flessione forte ma non eclatante, ma epocale vista la tendenza proverbiale della Cina a esportare i suoi prodotti all’estero.

A febbraio 2014, rispetto al mese precedente l’export dell’ex Impero Celeste è sceso del 18%. La bilancia commerciale ha virato dunque sul negativo, per la precisione di 22 miliardi. A gennaio, questa voce aveva fatto registrare un più consueto +31 miliardi. Evidentemente, qualcosa è cambiato. Quel qualcosa è rintracciabile nel crollo della domanda in Europa – principale mercato per la Cina –  vessata a più livelli dalla crisi ma anche dal nuovo corso che dalle parti di Pechino sta prendendo piede: l’aumento dei consumi interni.La notizia del crollo dell’export cinese ha profondamente scosso il mercato valutario. Un effetto veramente consistente è stato esercitato su alcune specifiche valute: dollaro australiano e dollaro neozelandese, sebbene solo il prima abbia subito in maniera pesante. Il motivo? L’Australia e la Nuova Zelanda, ma soprattutto la prima, sono partner commeciali di prim’ordine per la Cina. Ciò che accade in estremo oriente dal punto di vista “valutario”, interesse le valute di quei paesi.

In particolare, si è assistito nella giornata di lunedì 10 marzo all’instaurazione di un trend ribassista del cambio AUD/USD. Anzi, addirittura è stata registrato un gap down (ossia una differenza al ribasso tra la chiusura di venerdì e l’apertura di lunedì). In pochi giorni, l’Aussie (questo il nome gergale) è sceso di un centinaio di pip, passando da 0,9133 a 0,9023.

Stessa sorte, ossia l’indebolimento del dollaro australiano, è toccata al cambio EUR/AUD, che è pieno trend rialzista. Qualche giorno fa si è toccata quota 1,5280, mentre attualmente siamo a 1,5390.

Anche il dollaro neozelandese è rallentato ma in media del 40% in meno rispetto a quello australiano.

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