Forex, dollaro Usa giù a causa delle parole della Yellen

Che il valore delle divise nazionali possa essere influenzato anche solo dalle parole di chi detiene il potere (almeno monetario) è risaputo, checché ne dicano gli integralisti dell’analisi tecnica. Sicché non stupisce, o stupisce solo a metà, che le ultime dichiarazioni della Yellen abbiano fatto prendere una decisa direzione al mercato valutario.

Janet Yellen è il presidente della Federal Reserve, primo istituto finanziario degli Stati Uniti, a cui spettando le decisioni in termini di politica monetaria. Il numero uno della Fed succede a Bernanke, ossia a colui che ha instaurato un periodo, che dura tutt’ora, di allentamento monetario (Quantitative Easing, volgarmente detto “stampa di moneta”).

Cos’hanno rivelato di strano le parole della Yellen? Sostanzialmente, la verità. Molto spesso i presidenti delle banche centrali sacrificano parzialmente la sincerità al senso dell’utile, dunque pronunciano discorsi al fine di orientare il mercato piuttosto che con lo scopo di consegnare al pubblico una verità.

Nella sua ultima uscita, il presidente della Federal Reserve ha spiegato senza mezzi termini qual è la situazione economica degli Stati Uniti. Una situazione che a guardare i numeri, e le performance della vicina Europa, è molto buona ma che, in realtà, cela distorsioni tali da giustificare scelte non pienamente attese, che esercitano un’influenza sul mercato valutario.

La Yellen, per esempio, ha rivelato che sì, il 6,7% di disoccupazione è un buon risultato, ma pessimo se si considera il fatto che molti lavoratori sono impiegati part-time, e che hanno accettato contratti umilianti solo per non rimanere senza lavoro. La funzionaria ha anche dichiarato che l’allentamento monetario proseguirà fino a quando l’economia non si sarà ristabilita complestamento.

Le conseguenze di queste parole sono molte. In primo luogo, la Yellen ha di fatto detto che il tapering, a discapito di quanto si attendeva, non subirà un’accellerata. A sua volta, dunque, il capitale statunitense nei paesi emergenti non dovrebbe essere interessato dalla più classica delle emorragia, e dunque scappare. Infine, il dollaro dovrebbe essere interessato di un trend alla svalutazione.

L’euro regirà dunque rafforzandosi, almeno sul fronte Bce. Il motivo va rintracciato nell’obbligo di investire in una piattaforma sicura. E, paradossalmente, l’euro è la moneta che, grazie al suo iter di rivalutazione “gentile” rappresenta uno dei posti più sicuro con cui tradare.

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