Forex e paesi Brics: un legame sconosciuto ma forte

Dicono che il centro del mondo si sia spostato a oriente. Tutt’al più a meridione (dell’Equatore). In effetti, mentre l’Occidente, e soprattutto l’Europa, soffre di mancanza di liquidità, altrove ce n’è in abbondanza. Se da noi la crescita e asfittica, da loro è quasi in doppia cifra. Il mondo è diviso, non politicamente ma economicamente. Da una parte le economia sviluppate, dall’altro le economie cosiddette emergenti. In una sola parola, i Brics.

Brics è semplicemente l’acronimo di Brasile, Russia, India, Cina, che sono i paesi che in questi anni hanno fatto registrare i tassi di crescita più alti (la Cina ha addirittua viaggiato in doppia cifra fino all’avvento dell’ultima crisi economica). I destini dell’economia mondiale sono in mano loro, e questo è risaputo. Ciò che si sa poco, o si tende a sottovalutare, è che la loro influenza si estende anche al trader, e in special modo nel forex. Ecco come. Soprattutto, ecco come difendersi.

Questi sono gli elementi che rappresentano la causa dell’influenza dei paesi Brics sul Forex.

Politica monetaria. A tassi di crescita elevati corrisponde una probabilità più elevata del solito di incorrere in squilibri dal punto di vista monetario. Crescita vuol dire liquidità in circolo, e la liquidità – specie se sostenuta da politiche monetarie espansive – può generare l’aumento dei prezzi. Il rischio è l’inflazione e, di conseguenza, la svalutazione nei confronti delle altre valute. Questa eventualità è tanto più grande quanto più accomodanti sono le politiche monetarie. Un esempio di tutto ciò sono le turbolenze che si stanno riscontrando in questi giorni in Russia: il rublo ha perso il 20% sul dollaro. Per i trader che non l’avevano previsto, una catastrofe.

Politica internazionale e interna. E’ un caso, ma buona parte dei Brics è teatro di disordini politici di enormi dimensioni. In Cina, la gente è stufa della dittatura e alcune frange di popolazione stanno cercando di destabilizzare il Governo. La Russia sta combattendo con l’Ucraina una guerra vera e con l’Europa una guerra diplomatica. Ora, i mercato odiano l’instabilità, specie se politica. I disordini turbano gli affardi. Questo “fastidio” si riflette dal punto di vista valutario, in genere con un’ondata di vendite.

Importazioni. Dai paesi Brics dipendono le sorti delle economie occidentali e quindi la loro forza in termini di valuta. Tutti i Brics, chi più chi meno, stanno cercando di accrescere sia in termini assoluti che percentuali l’entità del proprio ceto medio. Questo vuol dire che per l’Occidente si aprono nuovi mercati. E, guarda caso, l’unica salvezza – almeno per il momento – per l’Europa sono le esportazioni. L’intero equilibrio dell’Occidente, economico e monetario, dipende dalla capacità dei Brics di “crescere”. Se il meccanismo si inceppa, sono dolori. A partire dalle economie reali per finire al commercio di valute.

Esportazioni. I Brics, nonostante quanto appena detto, hanno una forte vocazione all’esportazione. Questo incide pesantemente sulle bilance commerciali, che sono tra le altre cose uno degli elementi che regolano il rapporto tra le valute. E’ ovvio, dunque, che il comportamento dei Brics sul fronte dell’export incide pesantemente sul forex.

One Response to Forex e paesi Brics: un legame sconosciuto ma forte

  1. domenico ha detto:

    volevo solo far notare che brics sta per brasile-russia-india-cina e sudafrica

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