Forex e rischio, la metafora del poker

Forex e rischio sono due concetti indissolubili. Lo sono quando si prende in considerazione il solo trade, figuriamoci quando si parla di mercato delle valute, per definizione e per sostanza molto liquido e volatile.

Il rischio è una componente da gestire. Se la gestione non va a buon fine, la sconfitta è assicurata. Per frequentare il ruolo da protagonisti e non da attori passivi, è necessario venire a patti con il rischio. Come fare? La risposta è in verità una domanda, anzi quattro.

Il segreto è quello di porsi delle precise domande e darsi una risposta. Queste sono le domande.

Quanto posso perdere? Rispondere vuol dire decidere il perimetro che non si vuole sorpassare, il limite ai propri investimenti. Se si pone una cifra e la si rispetta, è difficile perdere più del previsto. Ovviamente la decisione va presa a fredda, ma rispettata a “caldo”, ossia quando la frenesia del trading rischia di compromettere la buona riuscita degli investimenti.

La seconda domanda è: quanto voglio guadagnare? Non è una domanda stupida: aiuta a formare gli obiettivi e, di conseguenza, anche la strategia. E redigere di una strategia è la conditio sine qua non per una efficace frequentazione del mercato valutario. Ovviamente la risposta, per tutti, sarebbe “il più possibile”, ma è una risposta che serve a poco proprio perché irrealistica.

A seguire troviamo: quanto voglio rischiare? E’ simile alla domanda “quanto voglio guadagnare”, con l’unica differenza che questa va posta prima di ogni operazione. Insomma, rispondere vuol dire decidere quanto si è disposti a mettere in gioco volta per volta.

Infine, “Ogni quanto voglio aggiornare il conto”? Qui interviene la stessa dinamica di quando si prelevano soldi in banca. Se non ci si prefissa prima la frequenza di prelievo (in questo caso di aggiornamento) è facile “sforare” rispetto a quello che ci si può permettere. Vale la stessa regola per il forex.

In definitiva, bisogna agire come giocatori di poker e non come giocatori d’azzardo. Il pokerista è cosciente dei suoi limiti e non li oltrepassa, usa la tesa e razionalizza il rischio.

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