Forex e strategie, Morgan dice: “Occhio alla sterlina”

Attenzione alla sterlina. E’ questo il succo del messaggio lanciato da un esponente di spicco della Morgan Private Bank, l’analista Sara Yates (che è anche la vicepresidente dell’istituto).

Per quale motivo la sterlina dovrebbe essere considerata nei prossimi mesi come un punto focale per la strategia dei trader? Come spesso accade in questi casi, tutto dipende dalle azioni intraprese (o che verranno intraprese) dal massimo istituto bancario che regola la moneta in questione: nella fattispecie, la Banca d’Inghilterra.

Il ragionamento di Sara Yates procede dall’ultimo rapporto sull’inflazione pubblicato dal board londinese. Il rapporto – è questa la particolarità – è stato arricchito da dichiarazioni circa il futuro “monetario” del Regno Unito.

In buona sostanza, la Banca d’Inghilterra si è detta certadi raggiungere l’obiettivo del 2% di inflazione entro un paio di anni. Questo vuol dire che, nel giro di poco tempo, le misure espansive giungeranno al loro capolinea.

Si tratta di una notizia di vitale importanza per i trader. Se i banchieri di Londra decidano di darci un taglio con l’immissione di liquidità, allora la sterlina si apprezzerà.

Dal momento che il mercato in genere. “incorpora” nel presente le aspettative di ciò che accadrà in futuro, il pound potrebbe iniziare la sua corsa all’apprezzamento già nell’immediato futuro.

D’altronde segnali in questo senso sono stati registrati nella sessione di venerdì 20 giugno. Il rapporto Eur/Gbp è sceso a 0,80 (quindi vuol dire che la sterlina si è rafforzata sull’euro), mentre il cambio Gbp/Usd ha quasi raggiunto la soglia di 1,70.

Sara Yates comunque ha messo in guarda dai facili entusiasmi. Ci sono, infatti, alcuni “ma” a causa dei quali la Banca d’Inghilterra potrebbe non riuscire a fare quanto ha annunciato (dunque far cessare le politiche espansive e innescare un percorso di rafforzamento dello sterlina).

Il motivo? Innanzitutto, il board della BoE è ancora diviso. Rimangono ancora quattro membri che sono contrari alla ristrutturazione dei tassi di interesse (nei fatti un loro innalzamento).

In secondo luogo, l’aumento degli interessi sui bond americani potrebbe frenare la corsa della sterlina. Per ora si parla di 2,61% ma la percentuale è data in crescita.

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