Forex euro-dollaro, le conseguenze delle ultime parole di Draghi

Giovedì scorso il presidente della Banca Centrale Europa, Mario Draghi, ha pronunciato un discorso un po’ insolito. La location è stata fornita da una conferenza a Vienna, durante la quale il numero uno del massimo istituto finanziario continentale ha rifuggito ogni ambiguità e ha parlato in maniera molto specifica del destino dell’euro.

La buona notizia, almeno per chi non si aspetta, o non auspica capovolgimenti di sistema, è la conferma dell’irreversibilità dell’euro. Si tratta del classico puntino sulla “i”, questo è ovvio, ma una tale specificazione risulta confortante in previsione dell’exploit elettorale che i partiti anti-euro si apprestano a vivere.

Il succo del discorso, ad ogni modo, ha riguardato la moneta unica in sé. La Bce, stando alle parole che lui stesso ha pronunciato, intende intervenire sull’euro in una prospettiva di ribasso, o di svalutazione minima. L’economia europea è al palo e un euro un po’ più debole (o semplicemente meno forte) potrà aiutare le imprese del continente in quella che è una vera e propria guerra delle esportazioni.Questa dichiarazione, in grado da sola di rappresentare un market mover di discreta influenza, si combina con gli ultimi dati dell’economia americana. I fondamentali si sono rivelati più solidi del previsto e questo, nel forex, si traduce in un rafforzamento della moneta di riferimento, in questo caso il dollaro.

L’euro verrà presumibilmente indebolito, il dollaro si rafforzerà. In quest’ottica, è facile prevedere nel medio termine una tendenza ribassista del cambio EUR/USD. Si tratta di una notizia importante, dal momento che l’euro-dollaro era apparso quasi fuori-controllo nelle ultime settimane: le sofferenze dell’economia reale, lo spettro della spirale deflattiva e le difficoltà del dollaro a risalire la china avevano portato il cambio sull’1,40.

Gli analisti stanno cercando di prevedere di quanto l’EUR/USD scenderà, ma le previsioni sono abbastanza variabili. Si parla, però, di almeno qualche decina di pip.

In questo panorama tutto sommato abbastanza mobile, acquisiscono una certa importanza anche le valute rifugio come lo yen e il franco svizzero. Anzi, negli ultimi tempi la loro importanza è andata aumentando, anche alla luce degli sconvolgimenti (monetari e politici) che stanno vivendo le economie emergenti.

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