Forex, euro/dollaro: le previsioni di Morgan Stanley

Il cambio euro-dollaro, conosciuto anche come EUR/USD, è oggetto di speculazione da parte degli analisti. Ad attirare l’attenzione sono, in questo caso, i movimenti delle rispettive banche centrali. E’ lapalissiano affermare che tali interventi rischiano di influenzare pesantemente i destini del mercato valutario.

Un minimo di influenza sono in grado di esercitarla anche altri soggetti, senz’altro più piccoli, come le banche d’affari. Tra queste spicca Morgan Stanley, nota per lanciarsi spesso in previsioni alquanto precise.

L’ultima “Cassandra” di Morgan Stanley riguarda proprio il cambio tra l’euro e il dollaro. Lo scenario prospettato da questa banca è assieme catastrofico e positivo. Può sembrare contraddittorio ma non lo è: tutto dipende dal punto di vista con cui ci si approccia alla questione euro.

Gli approcci sono due: quello dell’investitore, il cui obiettivo è la speculazione o più semplicemente il guadagno, o quello che caratterizza tutti gli attori attenti a quanto accade nell’economia reale.In estrema sintesi, Morgan Stanley crede che il cambio EUR/USD possa viaggiare intorno a quota 1,40 almeno fino a giugno. L’euro dunque continuerà a rafforzarsi e, anzi, raggiungerà questa soglia che è considerata psicologica e, in quanto tale, in grado di instaurare dinamiche meno controllabili di quanto si vorrebbe.

Quella della banca d’affari è una previsione che va controcorrente rispetto al senso comune. Questo parla di un euro finalmente in discesa, spinto dai timori per la deflazione e dal programma d’intervento molto aggressivo che la Bce, Mario Draghi in testa, metterà in campo.

Si è parlato addirittura di un Quantitative Easing all’europea, dell’acquisto di titoli per 1000 miliardi, mentre è quasi certo che verranno tagliati i tassi. Come può l’euro, in uno scenario del genere, continuare ad apprezzarsi? Evidentemente Morgan Stanley, un po’ come quasi tutti gli investitori nell’ultima settimana, non crede che alle parole di Draghi possano seguire azioni di una certa rilevanza oppure considera la venuta della deflazione come un evento ormai ineluttabile.

Ovviamente, la notizia di un euro stabile, o quasi, a quota 1,40 sul dollaro scontenta – e di tanto – tutti coloro che sono interessati all’economia reale: il super-euro è sinonimo di stagnazione economica. Parallelamente, fa felici gli investitori, certi del trend rialzista della coppia.

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