Forex, il dollaro archivia la seconda settimana consecutiva di perdite

Al 27 giugno, il dollaro ha ragginto la sua seconda settimana consecutiva di perdite. E’ stato registrato un sostenuto indebolimento nei confronti di tutte le principali valute: euro, sterlina, yen. Questo vuol dire che il dollaro ha, come minimo, perso più degli altri. Cosa sta succedendo al biglietto verde? Di seguito, una spiegazione esaustiva di questo “quasi-crollo”.

L’Euro-dollaro ha chiuso la settimana a 1,3611.

Il dollaro-yen l’ha chiusa a 111,73.

Il cambio sterlina-dollaro, infine, l’ha chiusa a 1,7034.

Le cause di questa spinta al ribasso del biglietto verdici sono molteplici. Hanno tutti a che fare con l’economia reale, quindi il panorama è facilmente leggibile.

Ciononostante, aleggia ancora un certo ottimismo. Un professionista di Jp Morgan ha infatti dichiarato che il dollaro interromperà la spirale negativa, sebbene non lo farà nell’immediato: “Sono dell’idea che il dollaro presto o tardi si rafforzerà sulla scia dei rendimenti Usa e non credo di essere il solo a vederla così semplicemente non accadrà questa settimana”.

Le cause della discesa del dollaro sono le seguenti.

Dati economici peggiori rispetto alle previsioni. Uno su tutto, il Pil. Si attendeva una crescita moderata, e invece il Prodotto Interno Lordo degli Stati Uniti ha fatto registrare un deprimente -2,9%. Inutile dire che alla diffusione di questo dato è iniziato il fuggi-fuggi dal biglietto verde.

Fine della prospettiva del rialzo dei tassi. Molti analisti pensavano che il Governo ordinasse in breve tempo un rialzo dei tassi di riferimento. Questa prospettiva è sfumata una volta diffusi i dati sull’economia. Tutto ciò ha causato un’ondata di vendite, visto che la prospettiva a quel punto era diventata ribassista.

Niente di nuovo sul fronte del tapering. Il tapering, anche alla luce delle pessime notizie economiche, non verrà intensificato in tempi brevi. Questo è un’altra variabile che gioca a favore dell’indebolimento. Il Quantitative Easing, dunque, è ancora una realtà in grado di decidere le sorti del forex.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *