Forex: la classifica tecniche più redditizie

Il forex è un’attività stimolante perché offre il fianco all’utilizzo di un gran numero di tecniche e strategie. C’è per tutti i gusti, per tutti gli stili di trading e per tutti i portafogli (più o meno). La maggioranza però si chiede se esiste una tecnica che, in senso assoluto, può fregiarsi del titolo di “migliore” o “più redditizia”. Non è facile rispondere a questa domanda, soprattutto per via dell’eterogeneità del contesto citata in precedenza.

Di seguito, cercheremo innanzitutto di capire se sia possibile elevare a “miglior tecnica” una tra quelle più famose e utilizzate. Successivamente, illustreremo pregi e difetti, o semplici criticità, di ognuna. E infine, pur con tutte le specificazioni del caso, stileremo una classifica. Un elemento va però tenuto a mente: tutte le tecniche che verranno trattate sono valide – ovviamente se ben realizzate e se sono accompagnate da importanti capacità di interpretazioni degli indicatori.

E’ possibile decretare un vincitore?

La risposta più facile a questa domanda è “no”. Non è possibile affermare che una tecnica sia meglio delle altre per il semplice fatto che ognuna di queste soddisfa le esigenze dettate da un certo tipo di trader o, ancora meglio, da una strategia particolare. C’è, per esempio, chi preferisce agire sul lungo termine, dunque alcune tecniche – come lo Scalping – non solo risulta tra le peggiori, ma è addirittura inutile. Chiudere la questione qui però vorrebbe dire rinunciarci senza averci provato.

Una soluzione esiste: è sufficiente prendere quelle tecniche che non dipendono da fattori “esclusivi” come il medio e il breve termine, ma che rappresentino buone alternative per “tutte le stagioni”. Tecniche di queste tipo, neutre e quindi versatili, sono a disposizione in un numero notevole.

Le tre tecniche migliori

3. L’inseguimento del trend. E’ probabilmente la tecnica più facile da realizzare. E’ sufficiente impostare un timefrime. E’ preferibile un timefrime almeno a due settimane, ma vanno bene anche quelli giornalieri. Dopodiché si individua un trend e poi… Si aspetta. Nello specifico si aspetta di “notare” la rottura di un massimo – se il trend è positivo – e la rottura di un minimo – se il trend è negativo. Nel primo caso si apre una posizione in long, nel secondo caso la si apre in short. Questa tecnica ha il difetto di essere un po’ semplicistica (quindi discretamente fallace) ma ha il pregio di essere facile da utilizzare.

2. Supporti e resistenze. Un classico. Occorre individuare innanzitutto i supporti e le resistenze (molte piattaforme offrono questa funzionalità). Dopodiché, si attende che l’asset sfondi o una o l’altra. Se la coppia di valute oltrepassa un supporto rimbalza e poi riprende a declinare, il trend negativo è confermato e occorre vendere. Se la coppia oltrepassa la resistenza, rimbalza e poi riprende la salite, a essere confermato è il trend positivo e quindi occorre comprare. Il pregio è che ha un grado di infallibilità molto alto. Il difetto è che al trader è deputata una scelta cruciale: azzeccare il timefrime giusto. Se si sbaglia, anche di poco, l’intera strategia è a rischio.

1. Congestione e range. In un contesto di “congestione”, ossia in un periodo che vede l’asset muoversi freneticamente ma lateralmente, vanno considerate le rotture dei minimi e dei massimi delle candele all’interno della congestione. Se si rompe il minimo, si va in short, se si rompe il massimo, si va in long. Questa tecnica rappresente un ottimo connubio tra facilità di utilizzo e infallibilità.

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