Forex, le dimensioni di un fenomeno (quasi) di massa

Quanto è grande il Forex? Quanto denaro circola ogni giorno? Rispondere a queste domande vuol dire conoscere le dimensioni di un fenomeno che, ormai, è quasi associabile a un qualsiasi fenomeno di massa. Rispetto a qualche decennio fa, infatti, non solo è aumentato il numero di coloro che investono nel mercato valutario, ma anche la quantità di “categorie di trader” che vi partecipano.

Merito, ovviamente, della rivoluzione tecnologica che ha aperto le porte del Forex anche ai singoli risparmiatori e, più in generale, alla gente comune. Questa affermazione assume una importanza notevole se si pensa che il Foreign Exchange Market è nato, ed è rimasto per molto tempo tale, come uno strumento “difensivo” e non speculativo.

Semplicemente, si investiva nelle valute per proteggersi dalle fluttuazioni del cambio che, specie qualche decennio fa, erano assai più abbondanti e frequenti.

Di seguito, qualche numero sul mercato Forex, utile a capire quanto sia diventato grande (e importante) questo mondo.Il Forex è il mercato finanziario più grande del mondo. Lo è, soprattutto, in modo assoluto. Basti pensare che il volume scambiato equivale a 15-20 volte il volume scambiato da tutti gli altri mercati messi assieme. Si parla di 5.300 miliardi di dollari al giorno, praticamente il doppio del debito pubblico italiano. Di questo dato, sorprende soprattutto il confronto con il recente passato: nel 2010, infatti, il volume scambiato raramente superava i 4.000 miliardi (comunque un numero estremamente notevole).

Per quale motivo i trader investono sul Forex? L’utilizzo difensivo è ormai largamente minoritario. Il 90% degli investitori, infatti, partecipano al mercato valutario per speculare, ossia per trarre profitto nudo e crudo. Il 10% utilizza il Forex a scopo difensivo, o per ragioni diverse dalla speculazione. Si tratta di un dato presuntivo, dal momento che corrisponde semplicemente alla quota di colore che opera investimenti a lungo termine (quelli a breve termine sono invece ricondotti alla pratica della speculazione).

Inoltre, il 37% delle transazioni sarebbero operazioni spot (ossia con titoli a consegna immediata) mentre la quota restante sarebbe riconducibile a contratti swap, outright forward e opzioni.

Per saperne di più leggete Currency Trading for Dummies di Brian Dolan.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *