Forex, l’importanza dei tassi di interesse americani

Nel forex, il concetto di market mover è importantissimo. Per market mover si intende un evento economico in grado di influire sul mercato valutario e orientare i movimenti dei trader. Ovviamente, esiste market mover e market mover. I più importanti sono quelli americani ed europei e tra questi spiccano i tassi di interesse americani.

La leva dei tassi di interessei rappresenta infatti uno strumento che la Fed (come qualsiasi altra banca centrale) utilizza per realizzare la politica monetaria desiderata. Si tratta dunque di un qualcosa in grado di “muovere molto denaro”. Le novità sui tassi di interesse vengono generalmente pubblicati in occasione dell‘FOMC Statement, ossia la conferenza stampa dedicata.

Questa viene organizzata circa otto volte in un anno e si svolge in corrispondenze delle ore 20 italiane, quindi abbastanza “fuori orario” rispetto ai picchi che si registrano nel forex, probabilmente per non generare un caos eccessivo negli investitori.

Ma come le decisione circa i tassi di interesse influisce sul forex? Generalmente, quando la Fed alza i tassi di interesse, gli investitori tendono ad acquistare una moneta, sicché questa si apprezza. Quando la Fed, di contro, abbassa i tassi di interesse, gli investitori la vendono e questa si svaluta.

Questa considerazione vale soprattutto in una situazione di mercato “tranquillo”, quindi senza una recessione o altre gravi distorsioni alle spalle. Una situazione che, questo è chiaro, il mondo non vive in questo preciso momento. Non è un caso che l’euro, nonostante il clamoroso abbassamento dei tassi di interesse deciso da Draghi, tenda a rivalutarsi. Occorre, dunque, analizzare anche altri market mover – che siano però ancorati all’economia reale.

Appurato il genere di influenza di questo market mover, è necessario essere consapevole della “quantità” di questa influenza. In soldoni, quanti pip è capace di muovere una modifica dei tassi di interesse? Le statistiche parlano di un numero di pip ingenti, almeno per quanto riguarda l’ultimo anno, il 2008, in cui l’economia reale ha vissuto una situazione di “quasi tranquillità”.

Già un minuto dopo l’FOMC Statement, l’Eur/USD si era mosso mediamente di 7 pip. Dopo 20 minuti, di 61 pip. Dopo 3 ore, di 153 pip. Non sono numeri leggerissimi.

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