Forex, lo scenario peggiore possibile per il 2015

Questo 2015 non si preannuncia un buon anno per l’Europa. Anzi, si teme nella migliore delle ipotesi una ripresa tanto risicata da sembrare stagnazione. Alla favoletta della luce in fondo al tunnel ormai non crede più nessuno, ma è anche vero che – per quanto le cose vadano male – c’è uno scenario peggiore possibile.

Quello dell’Europa è preoccupante, ma nemmeno così improbabile. Deriva, in particolare, da due timori che sono emersi nelle ultime settimane, che si aggiungono alle preoccupazioni che l’Ue si porta dietro da tanto tempo. Timori che, se diventassero realtà, provocherebbero feroci ripercussioni nel forex, per la maggior parte negative.

Cosa preoccupa gli addetti ai lavori?

Oltre alla crisi economica, il debito enorme, la difficoltà a obbedire alla disciplina di bilancio, vanno evidenziato i timori sul fronte delle elezioni in Grecia e del Quantitative Easing. Due problemi di natura profondamente diversa, ma che se presenti in concomitanza rischiano di dar vita a un cocktail micidiale.

Partiamo dalla Grecia. A fine gennaio si terranno le elezioni politiche, praticamente un fulmine a ciel sereno. Il Governo “filo Ue” non è caduto, ma a causa particolare legislazione greca la legislatura è terminata. Questi i fatti: il presidente della Repubblica si è dimesso, non si è riusciti a eleggerne un altro, dunque si va al voto. Rischia di vincere Tsipars, di Syriza, leader politico che promette sconvolgimenti. Ai mercati non piace affatto. Tsipars porterebbe instabilità, e quindi tutti i mercati – anche il forex – reagirebbero “non bene”.

Il secondo problema è dato dalle politiche monetaria di Draghi. Finalmente il Quantitative Easing sta per essere varato, ma i punti interrogativi sono tanti. Non è mai stato realizzato su una struttura economico-politico complessa come l’Ue, quindi non si sa se, alla fine dei giochi possa risultare efficace. I dubbi sulla sua reale efficace derivano dal fatto che forse orma  è troppo tardi. La prospettiva peggiore è quindi un suo fallimento. Le conseguenze sul piano economico sarebbero il peggioramento del credit crunch, l’aumento della deflazione, la depressione ulteriore dei consumi.

Sul piano del forex si verificherebbe un fatto strano eppure prevedibile. L’euro crollerebbe ma, guardacaso, è proprio quello che auspicano i policymaker europei. D’altronde il QE sta per essere varato proprio per questo. Darebbe linfa nuova alle esportazioni e quindi ai consumi.

Lo scenario possibile, però, porterebbe a una discesa incontrollata, problematica perché non graduale e caratterizzata da una grande imprevedibilità e volatilità.

Imprevedibilità e volatilità sarebbero così preponderanti da sfuggire alle previsioni e alle analisi, e quindi si trasformerebbe da arma del trader a pericoloso.

Concretamente, se l’obiettivo è un eur-usd a 1,1, si potrebbe giungere tranquillamente alla parità (o anche qualcosa di meno) nel caso in cui la situazione sfuggisse di mano.

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