Forex, tre piccoli accorgimenti per non soccombere

Praticare il forex può essere molto pericoloso. D’altronde, tutte le attività di investimento lo sono. Nel caso del mercato valutario, però, la pericolosità raggiunge quote considerevoli a causa della struttura del mercato stesso: molto liquido, molto volatile dunque assai prevedibile. Soccombere è semplicissimo. Sono in molti, soprattutto all’inizio, ad aver subito la perdita del proprio capitale agli inizi della propria frequentazione del forex.

Esistono però alcuni accorgimenti che consentono al trader di non scivolare sulla prima buccia di banana che gli capita a tiro. Si tratta di consigli che, almeno all’occhio dei più esperti, possono sembrare banali ma che invece rappresentano dei veri e propri salva-vita. Scopriamo assieme quali sono.

Il consiglio numero zero, ossia quello propedeutico a qualsiasi movimento nell’arena del forex, è quello di studiare. Occorre arrivare preparati. Non c’è senso comune che tenga. Questi ritrae il forex come un’attività da scommettitore, ma è tutt’altro: un investimento di tempo e denaro che può essere redditizio, ma a patto che si profonda un impegno non indifferente.Per studio si intende lo studio della teoria, che può essere svolto per mezzo di testi dedicati (sono molti, ma soprattutto in inglese) e di blog o forum, ma si intende anche lo studio della pratica, che può essere svolto grazie alla frequentazione di account demo. Questi funzionano come piattaforme di trading normali, ma agiscono “senza denaro”. Lo strumento giusto per imparare.

Il consiglio numero uno è quello di tenere un diario della propria attività di trading. Se è vero che è l’esperienza a fare la conoscenza, e a trasformare un novellino in un trading competitivo, è necessario riuscire a imparare dai propri errori. E per farlo occorre tenere memoria – possibilmente scritta – di quello che si fa.

Il consiglio numero due è difficile da seguire perché pone in essere uno stato d’animo alterato. Semplicemente, è necessario riuscire a capire quando si è preda all’euforia per un’operazione finita bene ma anche quando si è in preda al nervosismo o, peggio, alla depressione quando il trading va male. Insomma, il forex impone di essere lucidi anche quando non lo si è.

Il consiglio numero tre è quello di non cedere alla noia. Può capitare che il mercato offra pochi spunti. A quel punto, il trader meno esperto si fa prendere dall’esigenza di fare qualcosa a ogni costo, e apre posizioni poco redditizie. Tra il poco redditizio e il dannoso il passo è breve.

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